Centro sociale Xm24
A Bologna meglio
il dialogo delle ruspe

Scusate, che c’entra la ruspa? Si può affrontare con una ruspa la ricerca di una nuova sede per un centro sociale che da 17 anni organizza di tutto, dal corso di fotografia alla palestra di boxe, dagli studi sulle sostanze stupefacenti a quelli sulle nuove tecnologie?

No, non si può. E alla fine l’ha capito anche il Comune di Bologna, che ieri, con una parziale retromarcia, ha riaperto la trattativa con gli attivisti di Xm24, il centro sociale assediato dalle prime ore del mattino da poliziotti in assetto antisommossa e, appunto, da una ruspa inviata dal prefetto.

Progettualità politica

Alla fine è prevalso il dialogo ed è stato trovato un accordo sottoscritto dall’assessore comunale Matteo Lepore e dai rappresentanti del centro sociale.

Si riconosce l’importanza della progettualità politica, sociale e culturale di Xm24 che avrà una  uova sede entro metà novembre.

Bene. Uno scontro così duro aveva davvero troppe  controindicazioni, almeno per la maggioranza che governa la città “rossa”. A cominciare dal ricorso a una gigantesca scavatrice esaltato da un tweet del vicepremier Salvini, che dell’automezzo ha fatto un simbolo della lotta a nomadi e immigrati.

Una bandiera imbarazzante per un’amministrazione di centrosinistra. Anche perché “Xm24” nacque dall’occupazione di uno spazio abbandonato e un accordo con Giorgio Guazzaloca, il sindaco di centrodestra che per primo conquistò la roccaforte rossa per eccellenza.

L’epitaffio ha rischiato di scriverlo Virginio Merola, al suo secondo mandato come primo cittadino del Pd, proprio nel giorno in cui viene varato il decreto sicurezza “bis” .

Una nuova collocazione

Per ore, via Fioravanti e la Bolognina, il quartiere dove “Xm24” ha la sua sede, sono state militarizzate. Da una parte gli agenti con caschi e scudi, dall’altra curiosi e soprattutto militanti che passavano cibo e acqua a chi si era asserragliato sul tetto per difendere un’esperienza a volte controversa, ma comunque sostenuta da una parte del quartiere, come si è visto dalle testimonianze raccolte in queste ore dai giornalisti.

Una prova di forza probabilmente inutile, visto che da mesi si discuteva di una nuova collocazione. Una esecuzione di sfratto che da molti, sui social, è stata letta come una rincorsa della Lega, come se fosse il celodurismo in dosi omeopatiche il vero antidoto a una possibile emorragia di voti verso destra anche nella rossa Emilia-Romagna.

Apertura al territorio

Per alcuni aspetti, “Xm24” non è molto diverso da esperienze come quella di uno storico circolo Arci, il “Bellezza” di Milano, che ospita tra l’altro la palestra di boxe usata da Luchino Visconti per le riprese di “Rocco e i suoi fratelli”. Nasce da un’occupazione, ma a differenza di altri centri sociali autogestiti è caratterizzato da grande apertura al territorio.

Le sue radici affondano nelle proteste contro la globalizzazione, nei primi anni 2000. I social forum, la contestazione del G8 a Genova, le proteste contro la guerra in Iraq.

Così in via Fioravanti ci si occupa di nuove tecnologie invasive, con un laboratorio che ha l’ambizione di metterne a fuoco l’uso distorto, come accade per la “profilazione commerciale o per la censura governativa e aziendale”.

O di droghe, ideando “stanze di decompressione” dove , anche durante i rave, “è possibile fare analisi sulle sostanze in circolazione”, secondo una prospettiva antiproibizionista. Per carità, si tratta di progetti che in alcuni casi possono apparire ingenui o anche non condivisibili, ma dove ci sono contenuti può esserci dialogo.

Con le ruspe non si va da nessuna parte. Nemmeno da quella dei comitati di cittadini che a volte protestano per il rumore provocato da meeting e spettacoli. E il Comune pare l’abbia capito.