“Val di Paglia, l’impianto geotermico non s’ha da fare”. La soprintendenza dice no

Giovedì 16 gennaio la Regione Toscana nel proprio sito online ha pubblicato le osservazioni e i pareri tecnici relativi al rilascio del provvedimento unico regionale in merito al progetto dell’Impianto Geotermico “Val di Paglia”, proponente Sorgenia Le Cascinelle srl.

Uno dei pareri più importanti è quello espresso dalla Soprintendenza di Siena, in quanto parere vincolante e poiché l’area oggetto degli interventi nel Comune di Abbadia San Salvatore è tutelata da due decreti ministeriali: D.M. 04/06/1973 “Territorio del Comune di Abbadia San Salvatore in ampliamento del vincolo precedente dell’Amiata” e D.M. 23/05/1972 “Centro storico e zona circostante, sita nell’ambito del Comune di Radicofani”.

Il meraviglioso paesaggio della Val d’Orcia

In un passaggio del parere rilasciato dalla Soprintendenza si legge che “dall’analisi dei contenuti del Piano di Gestione (Unesco, ndr) emerge che il Sito della Val d’Orcia (a poche centinaia di metri dall’area interessata dal progetto, ndr) rappresenta “un esempio eccezionale di persistenza, pur nelle trasformazioni operate nei secoli successivi, di un paesaggio ereditato, alla base del paesaggio moderno, tra i più rappresentativi della Toscana, la cui leggibilità è ancora oggi possibile per l’estrema riconoscibilità dei suoi elementi costruttivi […]” e che “dalla iscrizione nella Lista del 2004 la Val d’Orcia non ha subito rilevanti modificazioni strutturali e mantiene sostanzialmente inalterate le sue condizioni di integrità […]”.
“Con la realizzazione delle opere in progetto si rischia dunque di alterare significativamente l’immagine del contesto paesaggistico menzionato nel suddetto Piano ed iscritto come paesaggio culturale nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, introducendovi soluzioni non compatibili con i valori del sito e in aperta contraddizione rispetto alle indicazioni riportate nel Piano di Gestione. Le vedute panoramiche verso la Val di Paglia dall’abitato storico di Radicofani, dalla viabilità di crinale (in primis dalla Via Francigena) e dalla Fortezza, rischiano infatti di essere aggravate”. […] Perciò “concordando con il parere rilasciato dalla Commissione Intercomunale per il Paesaggio si ritengono le opere in progetto non compatibili con i valori paesaggistici del territorio di riferimento e non conformi rispetto agli obiettivi, alle direttive e alle prescrizioni riportati nella relativa scheda di vincolo del PIT”.

Rinnovabile sì, ma non dannosa

 

Volendo  continuare a seguire gli svolgimenti relativi al progetto proposto dalla società Sorgenia Le Cascinelle srl non è dunque accettabile che alcuni suoi sostenitori accusino di essere “degli irrispettosi del futuro del pianeta” i moltissimi cittadini che in questi giorni si moltiplicano e si accodano al coro di coloro che, consapevoli invece di ciò che affermano, si oppongono alla realizzazione di un impianto geotermico alle porte del sito Unesco Val d’Orcia.
Perché se si deve produrre energia rinnovabile per rispettare il nostro pianeta allo stesso tempo è comprensibile che si debba avere anche (e qui il grido di chi si oppone assume un forte significato) il dovere o meglio ancora il senso civico di operare in luoghi dove tali operazioni possano essere col tempo considerate una risorsa e non piuttosto un ulteriore danno a svantaggio della gente.

Dostoevskij scrisse che “la bellezza salverà il mondo”. Aveva ragione. E scrivo aveva e non ha perché oggi sarebbe probabilmente meglio ribaltare tutto e dire che dovremmo essere noi (mondo) a salvare la bellezza.