Utero in affitto,
perché dico no
ai toni da crociata

Gentile strisciarossa,
in merito alla lettera che avete pubblicato di tre iscritte Pd che non rinnoveranno la tessera a causa della mia nomina a responsabile diritti civili del Pd, vorrei ricordare che quello della gestazione per altre o altri è tema complesso, che riguarda situazioni assai diverse tra loro, da casi di bieco sfruttamento di donne poco libere di decidere per sé in paesi poveri a modelli avanzati di regolamentazione in Stati di grande tradizione civile come gli USA, il Canada o la Gran Bretagna.

A fronte di questa complessità si registrano posizioni assai diverse tra loro nell’opinione pubblica italiana, nel movimento femminista e nello stesso Partito Democratico.

Il Pd ha assunto una posizione formale sul tema facendo approvare dalla Camera dei deputati, il 5 maggio 2016, una mozione a prima firma dell’allora capogruppo Ettore Rosato. Quel documento prendeva atto di questa complessità e della diversità di opinioni sul tema, indicava come strada maestra la via di un confronto, ribadiva la necessità del riconoscimento del diritto dei bambini alla identità personale e alla loro tutela, indipendentemente dalla modalità in cui sono venuti al mondo e auspicava una riforma della legge sulle adozioni che rendesse più accessibile quella opzione.

Questa è la posizione, aperta, del Pd sulla maternità surrogata, posizione che non cambia con la mia nomina e che segna la strada più utile per un grande partito plurale: quello di un approfondimento di discussione che superi i toni da crociata e aiuti a costruire posizioni condivise, come il Pd ha saputo fare in tante occasioni su temi che sembravano necessariamente divisivi ma su cui si è stati in grado, attraverso la fatica del confronto, di costruire sintesi avanzate.