Una serata tra i capannoni di Ravenna
per portare la poesia dritta nei cuori

E’ lunedì sera, un lunedì sera di luglio molto calda, di quelli che tagliano il fiato. Ravenna non è solo il centro coi suoi monumenti paleocristiani, la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia, la Domus dei tappeti di pietra, non è solo la tomba di Dante, ma è anche la zona del porto e della Baiona: da un lato i capanni avvolti nelle acque del delta e tra questi quello in cui si rifugiò Garibaldi nel corso della fuga compiuta nel 1849 per sottrarsi alla cattura da parte degli austriaci, dall’altra le grandi industrie anima dello sviluppo petrolchimico italiano. Tra queste industrie la Centrale Enel Teodora di Porto Corsini, una enorme struttura di vetro e lamiere, davanti alla struttura un grande spazio, in quello spazio 500 sedie. Cinquecento persone venute un lunedì sera ad ascoltare poesia, in una sera di luglio molto calda, nella zona industriale di Ravenna. Cinquecento posti a sedere. Come ci si è arrivati ?

Parole Nuove

La risposta è duplice, da un lato l’attività dell’Associazione Piccoli Grandi Cuori, onlus che sostiene i progetti dei reparti di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva del Policlinico Universitario S. Orsola-Malpighi a Bologna, dall’altro l’ostinata volontà di alcune figure, in primis Livia Santini che a Ravenna stanno cercando di portare avanti la cura e la cultura, ad esempio con l’apertura della Biblioteca presso l’Ospedale cittadino di Santa Maria delle Croci, e con una rassegna letteraria aperta al pubblico ma pensata in particolare per i degenti e le loro famiglie.

Poi ci sono Maurizio Rossato e Giancarlo Cattaneo, e c’è il loro progetto Parole Note: Parole Note attraverso il programma omonimo di Radio Capital sta cercando di portare a quante più persone possibili l’ascolto della poesia, e in particolare la poesia contemporanea. Il tema non è banale in tempi nei quali da un lato la poesia che ha reso possibile ad esempio la grande stagione del Novecento Italiano sta rischiando di rimanere ai margini rispetto ad altre forme di comunicazione mediate dall’esperienza dei social ma anche dalla possibilità di utilizzare altri strumenti, dalla musica al video e cambiare in qualche modo forma, dall’altro la spinta prettamente sociologica e umana a non volere più ascoltare gli altri e concentrarsi esclusivamente su noi rischia inevitabilmente di renderci più poveri e più soli.

Una scommessa

La scommessa di Rossato e Cattaneo, ma anche di diversi altri che negli anni si sono succeduti nel progetto, tra cui un ottimo poeta e critico come Mario De Santis, è stata quella di insistere sulla parola e proporre l’essenza della parola: il progetto è così diventato parallelamente un tour che da anni riempie le piazze e i luoghi e porta per alcune ore le persone a contatto con la grande poesia ad essere più umane, ad esercitare la “pietas”, ben diversa dall’imperante pietismo a cui ci stiamo abituando.

La poesia insomma ha ancora tutti gli strumenti per riempire il cuore delle persone, renderle migliori nella propria quotidianità. Il passo fondamentale è quello dell’ascolto e della fiducia, prendersi il tempo per ascoltare le parole degli altri soprattutto quando gli altri sono i grandi autori di cui la letteratura nazionale ed internazionale non manca di darci prova, prendendoci quel tempo credo che ognuno di noi potrà imparare a guardarsi intorno e guardare dentro se stesso.

Una vera rivoluzione

Questa è la potenza della poesia, e per questo Parole Note riempie i luoghi, con numeri quasi impossibili da raggiungere in Europa e noti forse solo in qualche paese del Sudamerica: parlare agli altri, essere generosi, sostenere progetti validi, una “catena umana” che ci possa rendere migliori, e possa rendere migliore chi si avvicina alla poesia. Forse è arrivato il momento per non cercare solo piccoli (o grandi) cenacoli nei quali affermare se stessi ma ragionare sulla possibilità che “l’altro” sia il vero interlocutore della scrittura. Togliere l’io da ogni quotidianità sembra essere oggi la vera rivoluzione. Ce la spiega, con semplicità questo programma radiofonico e questo spettacolo.

La gente ha bisogno della parola poetica, la gente ha bisogno che la poesia arrivi dritta al proprio cuore. Le persone ogni giorno hanno bisogno di una buona poesia, alziamo la testa dai cellulari, guardiamoci attorno, e non dimentichiamocelo.