Un soggetto alternativo per la sinistra

Le interviste di venerdì di Maurizio Martina e di sabato di Roberto Speranza, sempre su “Repubblica”, aprono il dialogo fra chi è uscito dal Pd e chi è rimasto. Veleni in circolo ancora molti. Il più mortale è la sconfitta severa che ha colpito tutti e due i partiti , poi c’è la recriminazione di chi è rimasto nel Pd verso chi ha lo abbandonato e di chi è uscito verso chi ha collaborato con Renzi. Tutto sommato, sono piccinerie.

Quello che conta osservare è se questo dialogo ha un senso e dove potrebbe portare. Dobbiamo partire da una certezza purtroppo, il ciclo sovranista-populista sarà lungo e potrebbe culminare in nuove elezioni che favorirebbero ancora i contro-rivoluzionari (li definisco così perché la rivoluzione dal basso che stiamo vedendo è la classica ribellione dei poveri a favore dei ricchi e dei trasformisti, è il frutto del giustizialismo e della cultura della Casta).

Se il ciclo sovranista-populista sarà lungo dobbiamo decidere due cose impellenti: la prima come contrastarlo e la seconda come preparare la rivincita. Le due cose hanno un solo tratto comune. Per contrastarlo e per riprendersi non c’è altra strada se non rimettersi al lavoro nella società, prima le lotte sociali poi quelle parlamentari per dirla in modo semplicistico. Mi sembra dannoso perdersi in continue diatribe parlamentari se non si ha alle spalle la crescita di un movimento che sommi le proteste degli italiani che saranno via via delusi dai nuovi governati.

Questa operazione ha bisogno di un soggetto politico. Qui la scelta non ha molti dilemmi. Il nuovo soggetto politico deve essere alternativo, deve essere in pratica un soggetto anticapitalistico di tipo nuovo. E’ difficile che lo possa essere un “partito bonsai” a meno che non tenti la strada di unirsi a Potere al Popolo, cosa che ritengo improbabile antropologicamente conoscendo i dirigenti di Leu.

Resta la strada del riavvcinamento a un Pd trasformato fino all’ipotesi di una riunificazione magari con un nome nuovo. Questo nuovo partito deve avere le caratteristiche che ieri descriveva Martina e che  vado predicando da tempo. Questo partito deve prendere molto dalla cultura di tanta sinistra del passato e tanto per fare due nomi da Lombardi a Trentin. Qui la riunificazione degli spezzoni potrebbe rappresentare una novità a cui si potrebbe aggiungere l’alleanza con forze moderate che si potrebbero staccare  dal blocco sovranista-populista. Niente di simile al vecchio centro-sinistra.

Tuttavia questi ragionamenti possono diventare politicisti se non si imbocca la strada delle azioni sociali esemplari, se non ci si raccorda con il sindacato, se non si ricomincia, per dirla in breve, a fare un po’ di casino.