Un nuovo Pd, il 5 maggio a Milano per ricominciare

Il 5 maggio a Milano proviamo a costruire un momento di confronto libero e aperto, con un’assemblea cittadina promossa da militanti e amministratori del Pd. Per ricominciare. E lo facciamo pensando che si debba ripartire dalle persone, da Milano, da un nuovo Partito democratico.

La sconfitta è stata enorme. Ha pesato indubbiamente il giudizio negativo sulla stagione “renziana”. Tuttavia non credo che la si possa leggere solo così. Lo stravolgimento è stato epocale e il fatto che il voto in questi anni – che sono stati anche gli anni delle “europee di Renzi” – sia particolarmente “mobile” per me significa poco. Soprattutto non userei questa categoria per l’autoconsolazione (perché essa peraltro può proprio dire che la sinistra italiana per come la abbiamo conosciuta sin qui può perfino sparire!).

Quindi ripartire dalle persone per un nuovo Pd, e ragionando a Milano e da Milano, significa decidere che va rifatto tutto.
Che va rifondato completamente un soggetto politico progressista essenziale, che va radicalmente rimesso al centro il tema del “riscatto sociale”, della lotta alle povertà, della lotta all’esclusione, il valore della rivoluzione ambientale, il principio della sostenibilità. E che la sinistra da qui deve ricominciare la sua storia.

Milano, certo senza farla troppo facile, può servire.In fondo dal 2011 ad oggi nella realtà metropolitana più dinamica si è sviluppato un laboratorio politico abbastanza unico. Il centrosinistra ha governato stando unito. Il Pd ha svolto complessivamente una funzione “unitaria”, il M5S non ha sfondato. Si sono affrontate primarie ed elezioni, è cambiato il Sindaco e il lavoro – politico ed amministrativo- è continuato. E se è vero che alcune crepe “potenti” sono apparse nelle periferie si può anche dire che ciò non ha intaccato il risultato complessivo (semmai quelle crepe sono ciò che richiede ancora più decisione nell’affrontare con nettezza alcuni problemi di alcuni quartieri milanesi, terreno su cui si è impegnato direttamente il Sindaco Beppe Sala).

L’immobilismo angosciante di queste settimane del PD, al netto degli sforzi di Maurizio Martina, non lascia presagire granché di buono.
L’affermarsi della logica del “tanto peggio tanto meglio” con cui si accompagna il dialogo tra M5S e Lega oltre ad essere il contrario della natura della sfida della “sinistra di governo” rappresentata dalla scommessa del “Lingotto” di Veltroni (e ancora prima dall’UIivo) segnala una pochezza politico-culturale profonda. E quindi bisogna discutere di come rifare, rigenerare, rifondare. Noi cominciamo a provarci.

Pierfrancesco Majorino è Assessore alle politiche sociali del comune di Milano