Un anno buio con poche buone notizie e con troppi ma…

Abbiamo un disperato bisogno di buone notizie. Abbiamo vissuto un lungo autunno senza abbracci e carezze, incatenati immagini e numeri che ogni giorno scandiscono il ritmo della pandemia, con morti, ricoveri in terapia intensiva, tamponi positivi e negativi. Ecco perché le buone notizie possono avere una funzione terapeutica. Ecco perché ci siamo aggrappati soprattutto a due buone notizie, arrivate quasi contemporaneamente, che ci hanno alleggerito l’anima e possono cambiare il nostro futuro.

La prima buona notizia è stata, per molti ma non per tutti, l’elezione di una persona competente e beneducata, come Joe Biden, affiancato da Kamala Harris, una donna forte e decisa, alla presidenza degli Stati Uniti d’America. La seconda buona notizia, arrivata quasi in sintonia, è stata la scoperta di tanti vaccini contro il Covid-19. Ma, le buone notizie hanno sempre un “ma”.

Biden ed Harris alla casa Bianca

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

L’elezione di Biden ed Harris è stata trionfale, con un record di 81 milioni di voti, ma contestata e delegittimata in tutti i modi, fino alla Corte suprema, da un Donald Trump furibondo, che ha creduto alle sue stesse bugie, eccitando un clima da guerra civile e facendo appello ai suoi “boys”, armati fino ai denti.

Abbiamo esultato per la “scoperta” di tanti vaccini, forse troppi e arrivati troppo presto, visto che di solito ci vogliono anni di ricerca e moltissimi test di controllo per avere dei risultati operativi. Ma questa velocità ha dimostrato che una ricerca scientifica finanziata, impegnata e coordinata, riesce a fare “miracoli”. Adesso un semplice furgoncino frigorifero, che sembra quello del latte, ci ha portato le prime dosi “simboliche” di vaccino, che presto dovranno diventare milioni e milioni, sperando che nessuno faccia il furbo, come Salvini, che in agosto prometteva, o minacciava, di non mandare sua figlia a scuola con la mascherina.

E’ stata una buona notizia l’assoluzione di Virginia Raggi dall’accusa di falso, ma non significa che sia stata una buona sindaca di Roma. E’ stata una buona notizia la liberazione dei pescatori di Mazara del Vallo, catturati e maltrattati dai libici, ma il merito, a quanto pare, è stato soprattutto di Putin, che come sapeva bene il suo amico Berlusconi.

In Italia tornano cervelli e talenti

Altre buone notizie si trovano nelle pieghe dell’informazione e nelle pagine interne dei giornali. Tra queste, importantissima, c’è la buona notizia del ritorno in Italia di cervelli e talenti che se ne erano scappati all’estero in cerca di opportunità per lavorare nella ricerca con finanziamenti adeguati. L’ottima notizia, che ci scalda il cuore di orgoglio e di speranza, è l’Human Technopole di Milano, costruito nei padiglioni dell’ex Expo, grazie ad un investimento di 140 milioni all’anno e sotto la guida del direttore Iain Mattaj, mentre Piero Carninci è responsabile del Centro di ricerca genomica, impiegherà 1000 scienziati e 500 persone di staff. Potrebbe essere un ottimo esempio di quello che si deve fare con i 209 miliardi di euro che l’Unione europea, grazie all’affettuoso interessamento di Ursula von der Layen e Angela Merkel, ci ha assegnato all’interno del Recovery Fund. Ma anche qui ci sono dei risvolti inquietanti. Si tratta di un finanziamento mostruosamente importante, visti i danni subiti a causa del Covid-19, ma che ha moltiplicato gli eterni appetiti politici e il sospetto che la nostra burocrazia -nel passato non troppo efficiente nel gestire i fondi europei- sia poco attrezzata per sviluppare progetti ambiziosi rispettando le rigorose procedure europee.

Via alla Brexit ma salta l’Erasmus

E’ una inattesa buona notizia l’accordo in extremis tra UE e UK sulla Brexit, che ha fatto esultare lo scarmigliato Johnson, ma che prevede la chiusura definitiva di Erasmus, il più bel programma che ha fatto diventare tanti giovani cittadini europei.

Alla fine, comunque, abbiamo vissuto un Natale strano e senza precedenti, all’insegna delle limitazioni anti Covid-19, ma papa Francesco ha dato il buon esempio e un segnale forte celebrando la messa di mezzanotte alle 19.30, perché se si prega con sincerità l’ora non ha importanza.

Certo, molti, nonostante tutto, hanno sofferto di solitudine, ma in generale è stato un Natale più intimo e sobrio, come dovrebbe essere sempre, per credenti e non credenti, e forse anche questa è una buona notizia.