Storia di Yamahata, il fotografo
che raccontò l’orrore atomico

Due racconti, la stessa storia e gli stessi luoghi. Due racconti distinti legati però a doppio filo alla medesima tragedia, al più grande crimine di guerra mai perpetrato dall’uomo. Il lancio delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki. La bomba atomica viene raccontata da Philip Forest con un radiodramma ed una cronaca del disastro di Nagasaki visto con gli occhi di Yamahata, il fotografo incaricato dall’esercito giapponese di documentare la mattanza.

Il libro piccolo e bellissimo è intitolato Muga-muchu (Nonostante editore) ed è attorno a questa espressione che in un certo senso si snoda tutto il movimento narrativo. Muga-muchu significa infatti “senza coscienza”, ma anche privi di se stessi, o meglio strappati a se stessi, estrusi da sé, liberi quindi in un certo senso, ma anche imprigionati in un altrove ignoto e impalpabile.

Nel racconto dedicato a Yamahata, Forest insegue senza mai mostrarli, ma solo descrivendoli con brevi accenni, gli scatti del fotografo giapponese. Indaga gli sguardi, perlustra i visi maltrattati dalla tragedia che non sempre sono in grado di cogliere la gravità di un paesaggio spettrale quanto angosciante nella sua inedita estraneità. Persone che vagano tenendo a sé pezzi di sé espulsi, schiacciati e rotti dall’esplosione. Qualcuno ride, altri sorridono increduli e incapaci ancora di capire bene cosa può essere successo.

Yamahata si muove svelto tra le macerie, non sembra porsi troppe domande, scatta con la sicurezza del professionista, con il tocco di chi sa che prima di ogni altra cosa deve documentare, fare ordine mentre attorno a se le vittime prendono forme mai viste prima d’ora.

Philip Forest scrive con analitica precisione e senza mai scansare la dolcezza di una disperazione che tortura la memoria (o almeno dovrebbe) di un Occidente in perenne crisi di colpa e di coscienza, ma che proprio della colpa sembra aver perso l’origine. Un piccolo capolavoro di scrittura e di riflessione sociale.

Philip Forest

Muga-muchu

Nonostante edizioni

Traduzione di Gabriella Bosco

16,00 euro – 160 pagine