Storia di Nilde: l’omaggio della Rai
ad una donna dalla vita straordinaria

Encomiabile la scelta di Rai1 di dedicare una serata a Nilde Jotti in occasione dei venti anni dalla morte. E felice è stata la scelta di alternare lo sceneggiato con interviste a giornalisti, storici, politici e con brani di filmati d’epoca: la figura di Nilde si è nitidamente stagliata negli anni del secondo Novecento italiano, facendoci ripercorrere i momenti salienti della storia del PCI e del nostro Paese. Anna Foglietta poi, con una recitazione essenziale e antiretorica, ci ha restituito la figura di una donna sensibile, eppure forte e determinata, quale Nilde è stata.

Il taglio dato alla docufiction è stato pure interessante perché l’elezione a Presidente della Camera ha fatto da cornice al racconto, con la ripresa delle votazioni all’inizio e le ultime immagini degli incontri di Nilde con i leader internazionali, sottolineando il significato politico di aver scelto per la prima volta una donna per la terza carica dello Stato, senza soffermarsi ulteriormente sui tredici anni in cui lei ha diretto i lavori della Camera, anche se durante quegli anni ha pure dato prova di competenza e autorevolezza, mostrandoli dunque come il coronamento di un percorso politico e personale difficile e articolato.

Poche immagini della Nilde staffetta partigiana – per documentare il suo impegno nella Resistenza – rinviano a quello snodo che per lei ha significato una scelta di vita con l’adesione al PCI che vede come avanguardia della lotta antifascista, colpita in particolare dall’esecuzione dei sette fratelli Cervi contadini della zona di Cavriago, dove Nilde si era rifugiata con la madre dopo l’otto settembre. All’Assemblea costituente inizia la sua battaglia per l’affermazione dei diritti delle donne, che sarà poi la linea rossa lungo la quale si snoderà la sua vita politica. Membro della Commissione dei 75, affronta le questioni della famiglia, battendosi per la parità giuridica e morale dei coniugi, la parità dei figli nati fuori del matrimonio con i figli legittimi ed esprimendosi contraria all’indissolubilità del matrimonio. Fin da allora Nilde Jotti vede la questione dell’emancipazione femminile come una questione di interesse nazionale, fondamentale per il processo di sviluppo e di democratizzazione del Paese: all’indomani della guerra e ancora per molti anni a seguire, le donne italiane vivono una condizione di subordinazione nella famiglia e nella società, stabilita dalle leggi, dalla morale prevalente e dai pregiudizi.

La relazione di Nilde con Togliatti si svolge in questo contesto, come il filmato documenta chiaramente. Molto toccante, nella sua stringatezza, l’episodio che fa rivivere la sua disperazione di fronte al rifiuto di farle vedere Togliatti in ospedale dopo l’attentato del 1948, perché la possibilità di visita è riservata alla moglie. Con poche pennellate intense è tracciato il loro legame che pure emerge come un rapporto fondato su sentimenti autentici e profondi. Di fronte alle critiche dell’apparato del PCI per una relazione che mette in discussione la moralità dei comunisti, Nilde oppone la sua limpida determinazione di voler vivere pienamente la sua vita, noncurante di chiacchiere e pettegolezzi. Eppure, fino alla morte di Togliatti dovrà subire un certo ostracismo dal suo partito, continuando a lavorare nell’UDI e legando sempre più il suo nome alle battaglie per l’emancipazione femminile. La sua vita politica prende il volo da quel 21 agosto 1964, per lei così tragico. La questione del divorzio, nella fase di approvazione della legge e in quella successiva della vittoria del referendum, la riforma del diritto di famiglia e l’approvazione della legge sull’aborto, che giunge dopo discussioni tormentate nel PCI a confronto con radicali, socialisti e movimenti femministi, la vedono in prima linea a difendere sempre con grande chiarezza, anche all’interno del suo partito, i diritti delle donne. Ha ormai acquisito autorevolezza e prestigio, che le vengono riconosciuti non solo dai comunisti ma anche dagli avversari e che le varranno diversi riconoscimenti, fino a portarla nel 1979 a sedere sullo scranno più alto della Camera.

Coraggio e determinazione delineano la figura di Nilde Jotti, così come rilevano nelle interviste coloro che l’hanno conosciuta. Ma poi ci sono anche le sue immagini, che ci restituisce in modo convincente Anna Foglietta, con quegli abiti sempre appropriati, di un’eleganza mai austera, ma semplice e raffinata e che contribuiscono a farcela ricordare con vero rimpianto.