Stati generali della Memoria
contro le violenze e il negazionismo

Da un recente articolo edito su Repubblica (12 Gennaio 2020, Tonia Mastrobuoni) sembra che la carica di sindaco in Germania sia estremamente pericolosa. Numerosi sindaci sono minacciati, sia verbalmente sia fisicamente, da gruppi neonazisti che disapprovano alcuni gesti o politiche rivolte verso gli emigrati. Anche in Italia abbiamo avuto un sindaco costretto a rinunciare alla sua carica per l’aiuto prestato, attraverso il suo Comune, ai nuovi migranti, sebbene il suo allontanamento dalla carica sia avvenuto con procedure istituzionali.

La violenza, ormai è noto, è stata ed è una delle caratteristiche del nazifascismo, alla quale si devono congiungere le finalità di ridurre gli altri -che siano oppositori, presunte razze o popoli- a schiavi, in attesa che questi, assolto il loro lavoro da schiavi, possano essere sterminati per dare spazio ai nazifascisti. Lo sterminio può avvenire anche in assenza e preliminarmente alla riduzione in schiavitù. Questo, ed è bene ripeterlo, è stato una fondamento del fascismo, del nazismo e della loro fusione in nazifascismo.

Tutto ciò all’approssimarsi del Giorno della Memoria del prossimo 27 gennaio di cui ricorrono i 20 anni dalla sua istituzione come Legge. E bene sottolineare come la Legge del 2000 sia stata approvata prima in Italia, poi estesa all’Europa e infine riconosciuta dall’ONU come data che ricordasse ogni 27 gennaio l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. Appare, quindi, evidente che qualcosa durante questi anni di memoria finalizzata al ”mai più” non sia andato per il giusto verso, e lo scollamento fra la cultura – alla quale è stato affidato il compito della testimonianza e della memoria – e politica e quanto mai evidente.

Occorre, quindi, un ripensare la storia, rileggerla anche attraverso dei nuovi punti di vista, e in due libri: Hitler non è mai esistito, Un memorabile oblio, e Ultime grida dalla storia, avevo già messo in evidenza che la Seconda Guerra Mondiale sarebbe meglio vederla come la Prima Guerra Razziale del Pianeta, proprio per capire meglio cosa sta avvenendo.

Certamente la Memoria non è una cosa da trattare con superficialità essendo alla base dei comportamenti umani e della natura e, quindi, si è pensato di istituire gli Stati Generali della Memoria in occasione dei venti anni della Legge sulla Memoria, con un calendario di eventi che andrà dal 27 Gennaio fino al 16 ottobre 2020, nei quali la memoria sarà analizzata in diversi contesti quali, le neuroscienze, la genetica, la fisica e altre discipline scientifiche.

Due persone e personaggi sono centrali nell’istituzione di questi Stati Generali della Memoria: On. Furio Colombo, primo firmatario e presentatore della Legge sul Giorno della Memoria, e la senatrice On. Liliana Segre. Due colonne del fare ed essere Memoria che ci accompagneranno in questo labirinto di memoria politica e società, con la finalità di capire meglio sia la memoria e sia cosa sta accadendo oggi, perché la memoria abbia senso, laddove sembra, invece, che dal 1919 istituzione del fascismo da parte di Mussolini al 1933 ascesa di Hitler al potere in Germania, fino ai nostri giorni, tutto sia accaduto come se nulla fosse mai successo.