Solo Tambroni era più a destra

Di fronte al governo Di Maio-Salvini bisogna non affrettarsi nei giudizi, tranne uno: è un “governaccio”, la cosa più a destra dopo il governo Tambroni.
Non bisogna aver fretta su altri fronti. Non è detto che questa roba scandalosa provochi una ripulsa nell’opinione pubblica, tanto meno in quella influenzata dai grillini. Leggo con stupore alcune dichiarazioni di elettori di sinistra eccellenti che hanno scelto i 5 Stelle. I grillini sono sempre stati indifferenti verso destra e sinistra e hanno, su temi cruciali (diritti civili, immigrazione, antifascismo) sposato le tesi più di destra. Di che si sorprendono De Masi e Marescotti?
Può darsi che Di Maio perda qualche simpatia. Però è bene avere in mente quel che sta accadendo nella città di Roma dove la peggior sindaca della storia non ha provocato un ripulsa popolare malgrado tutti vivano peggio.
Questa maggioranza che si va costituendo sarà conflittuale ma reggerà. Nessuno dei due contraenti potrebbe reggere uno scontro mortale a breve. Sono condannati a stare insieme. Poi c’è il dato più inquietante. Non è improbabile che questa maggioranza figlia di una somma di elettorati non provochi la formazione di un blocco elettorale in cui svantaggiati e ricchi stiano dalla stessa parte, in odio alla sinistra. Perché l’elemento d’annuncio di questo governo sta in un dato imprescindibile: questo governo non solo è il più a destra d’Italia ma soprattutto è nato per spazzare la sinistra, tutta quanta.
Questo progetto era nei programmi di Lega e 5Stelle. Trovo ridicoli coloro che hanno preteso di collocare i 5 Stelle a sinistra perché molti suoi elettori vengono da lì. In tutta Europa, in tutte le fasi storiche spesso il voto di sinistra dei delusi è andato a rafforzare blocchi elettorali reazionari, dalla Francia di questi anni all’Italia prefascista.
Il dialogo con questo mondo di elettori di sinistra non sarà mai facile. Lo vedo sui social quando leggo post di elettori della Raggi che si trincerano dietro il fatto che bisogna darle tempo, che prima si stava peggio, che è colpa di quella sinistra che hanno abbandonato.
La “reconquista” può iniziare solo se la sinistra cambia volto e schema di lavoro. Una sinistra che non abbia un profilo popolare, dal programma ai leader, non ce la farà mai con questi nuovi governanti. Potremo incazzarci, fare ironia, scandalizzarci, ma quelli resteranno lì dove gli elettori li hanno messi se a sinistra non ci sarà un fatto nuovo, un Big bang, la fine della guerra civile.
Io ho molta paura di una sinistra piagnona e di una sinistra recriminatoria. Mi piacerebbe una sinistra che si rimbocca le maniche, che capisce che l’ubriacatura liberista l’ha rovinata, che il leaderismo è stato un veleno, che si può discutere per anni su partito leggero, liquido o pesante ma ciò che conta è se stai in mezzo alle persone, te ne occupi o fai chiacchiere in tv.
Renzi è il responsabile principale di questa situazione. Ma i suoi oppositori di sinistra hanno due colpe: i loro errori hanno favorito l’ascesa di Renzi, l’anti-renzismo è stato spesso di maniera.
Non credo ad una pace nella sinistra fatta di piccola diplomazia. Credo in una situazione nuova creata dall’emergere di una grande nuova passione per la politica, la sinistra e il paese. Chi ha in animo di continuare la guerra civile lavora per la rovina comune. Dalle mie parti si dice (lo scrivo in italiano) : “dal guasto nasce l’aggiusto”. Purché si capisca che nessuno di noi ha avuto ragione, che tutti abbiamo avuto torto (ovviamente mi riferisco a chi ha avuto un ruolo pubblico) e che bisogna ricominciare con molti leader che devono fare un passo indietro. L’ho detto ripetutamente in questi giorni. Ci sono facce di personaggi pd che in tv sono legati a tutto ciò che l’elettore di sinistra identifica con una stagione che non vuole più rivivere. Li rivedo pontificare con molta spocchia. Siate più discreti e alcuni difensori di Renzi, che gli hanno fatto più danno che altro, se ne stiano zitti per un po’. Per un po’ molto lungo.