Se farà davvero politica
il governo giallorosso archivierà Salvini

Attenzione, forse Salvini non ha tutti i torti. Non ha torto anche chi si è spaventato quando ha chiesto “pieni poteri” e sembrava a un passo da ottenerli, o chi si è scandalizzato quando si è messo ballare, assieme a signorine in bikini sulla spiaggia di Papeetee, il nostro inno nazionale. Ma Salvini, qua e là, non ha tutti i torti, anche se non ha mai risolto i problemi che hanno fatto lievitare a dismisura il suo consenso.

E’ scappato dalle responsabilità e dalle costose promesse che avrebbero implicato uno sfondamento del patto di stabilità con la conseguente impennata dello spread e un ulteriore aggravamento degli interessi che dobbiamo pagare per il nostro mostruoso debito pubblico. Eppure, anche se il suo consenso si è leggermente incrinato, da quando non può utilizzare le risorse, il potere e l’immagine del ministero dell’Interno per il suo dilagare comunicativo, la sua presa su un pezzo importante dell’opinione pubblica italiana rimane fortissima. E allora, qualcuno dovrebbe analizzare con lucidità i suoi punti di forza -le sue “ragioni”- per demolirli.

Cominciamo a demolire la sua narrazione

Il suo punto di forza rimane l’immigrazione, incontrollata ed inarrestabile, e la sua narrazione sui “porti chiusi”, nonostante il ritorno a una titubante “umanità”, continua ad avere successo. Demolire questa retorica sarà difficilissimo, perché è una sfida che nessuno può vincere da solo. Anche sull’Europa, Salvini non ha tutti torti. Per anni, la Commissione europea, guidata da Jean-Claude Juncker, artefice di una colossale elusione fiscale nel “suo” Lussemburgo, ci ha massacrato con un’austerità post crisi che ha fatto volare i sovranismi.
Sui migranti, per anni l’Europa ci ha dato un po’ di soldi e pacche sulle spalle, ma non è mai intervenuta seriamente per risolvere o almeno redistribuire una pressione che ha mandato in crisi i nostri valori fondanti: liberté, fraternité, égalité. Un’Europa con poca solidarietà serve a poco, e allora la retorica antieuropea di Salvini rischia di avere qualche ragione, se non arriveranno –prestissimo- delle soluzioni concrete.

Giustizia sociale e soluzioni concrete

E poi c’è il bisogno di protezione e sicurezza, che ampie fasce sociali, dalle periferie agli operai, hanno chiesto e Salvini, facendo la voce grossa, con chiacchiere e distintivo, ha fatto finta di dare qualche risposta, mentre la sinistra si guardava l’ombelico delle proprie baruffe intestine. E poi ci sono le tasse, che pesano sempre di più su chi le paga. Certo, la flat tax era ingiusta e costosa, perché favoriva chi un po’ di soldi ce li ha già, ma era una risposta facile e comprensibile. E poi, come dare torto a chi vuol andare un po’ prima in pensione con quota 100? E ancora, cosa dire a chi chiede maggiore autonomia per le regioni “virtuose”, che vogliono liberarsi da una burocrazia statale asfissiante?

Basta con le paure, ora ci vuole speranza

Adesso, il governo “giallorosso”, composto da forze che si sono insultate fino a ieri, ma che hanno programmi e forse valori assai più coerenti di quello precedente, hanno guadagnato un po’ di tempo prima di cedere i “pieni poteri” a Salvini, che forse non ha tutti i torti quando dice che vincerà le prossime elezioni regionali. E allora, questo governo reticente dovrebbe darsi una mossa.

Dopo aver sistemato, faticosamente, ministri e sottosegretari, dovrebbe iniziare a far politica, in Parlamento e sul territorio, dimostrare ai cittadini che è in grado di risolvere problemi e attenuare paure e dare un po’ di speranza.

Dovrebbe avere una determinazione feroce per trovare i soldi dove ci sono, dentro l’evasione e l’elusione fiscale, in Italia ed in Europa, a partire dall’utilizzo dei contanti, rendendo quasi irrisori i costi di bancomat e carte di credito. Soldi indispensabili per abbattere il cuneo fiscale, per l’ambiente, per rendere gratuiti gli asili nido, per la scuola, strumento fondamentale per avere un futuro e favorire l’integrazione “costituzionale” di migliaia di “stranieri”. Dimostrare che Salvini ha torto non sarà facile, ma qualcuno deve provarci.