Solite vite in fuga vissute con Furore

La Route 66 è il sentiero di un popolo in fuga, di chi scappa dalla polvere e dal rattrappirsi delle campagne, dal tuono dei trattori e dal rattrappirsi delle proprietà, dalla lenta invasione del deserto verso il Nord, dai turbinosi venti che arrivano ululando dal Texas, dalle inondazioni che non portano ricchezza alla terra e la depredano di ogni ricchezza residua. Da tutto ciò la gente è in fuga, e si riversa sulla 66 dagli affluenti di strade secondarie, piste di carri e miseri sentieri di campagna. La 66 è la strada madre, la strada della fuga.

I fuggitivi sciamavano sulla 66, a volte in auto isolate, a volte in piccole carovane. Di giorno avanzavano lenti sull’asfalto, di notte si fermavano vicino all’acqua. Di giorno, dai vecchi radiatori bucati zampillavano colonne di vapore, con le bielle lasche che picchiavano a tutto andare. E gli uomini al volante di camion e auto sovraccariche ascoltavano inquieti. Quante miglia tra una città e l’altra? C’è sgomento tra una città e l’altra. Se qualcosa si rompe… be’, se qualcosa si rompe ci accampiamo qui mentre Jim va a piedi in città a comprare un pezzo di ricambio e torna e… come stiamo a provviste?

Ascolta il motore. Ascolta le ruote. Ascolta con le orecchie e con le mani sul volante; ascolta con il palmo della mano sulla leva del cambio; ascolta con i piedi sulle assi del pianale. Ascolta con tutti i sensi il vecchio catorcio sferragliante.

E perché oggi scalda così tanto questa baldracca? Non siamo in salita.

Fa’ che arriviamo in California prima che questa carretta scoppia. Fa’ che arriviamo nel paese dove crescono le arance.

A quant’è la prossima città?

Da ieri mattina ho visto passare quarantadue carrette come la vostra. Dov’è che state andando tutti quanti? Da dov’è che state scappando?

Be’, la California è grande.

Non è tanto grande la California. E nemmeno tutt’il paese è tanto grande. No che non lo è. Non è grande abbastanza. Non c’è abbastanza posto per voi e per me, per quelli come voi e quelli come me, per i ricchi e i poveri tutt’insieme in un solo paese, per i ladri e la gente onesta. Per chi ha fame e chi ha la pancia piena. Perché non ve ne tornate da dove venite?

Questo è un paese libero. Uno può andare dove gli pare.

Questo lo credete voi! Mai sentito parlare della polizia di frontiera della California? Sbirri di Los Angeles, prendono i bastardi come voi e li rispediscono indietro. Vi dicono: “Se non potete comprarvi un pezzo di terra, non vi vogliamo”. Vi dicono: “Avete la patente? Fate vedere”. E ve la stracciano. E vi dicono che senza patente non si può entrare.

È un paese libero.

Allora provate a fare qualcosa liberamente. Vi diranno che uno ha tanta libertà quanta se ne può comprare.

(John Steinbeck, “Furore”, 1939)