Sinistra svegliati, il momento è adesso

Premessa: è una partita tutta in salita, controvento. Basta imbattersi in un qualsiasi talk show televisivo (esemplare l’Arena di Giletti, col conduttore che duetta amabilmente con Salvini tra gli applausi del pubblico), dove bisogna comunque mostrarsi imparziali (non si sa mai chi verrà presto al potere) tra le ragioni di chi difende la Costituzione e quelle di chi evidentemente non ne riconosce le norme e i valori. E certo non è un caso che dalla componente post-fascista del centrodestra si giunga ad evocare la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica. Di che stupirsi poi? In fondo è la logica conseguenza delle parole di Di Maio (“che votiamo a fare se non decidono gli elettori?”) per non parlare delle minacce di Di Battista figlio e padre. L’Europa, l’establishment, i mercati non ci vogliono far governare.

È probabile – a giudicare dai sondaggi – che questa “narrazione” faccia presa. Ma proprio le evidenti difficoltà rendono il ruolo del centrosinistra decisivo. È il momento di rialzare la testa, di mettere da parte i tatticismi e i dubbi e di sfidare con coraggio il vento populista… Senza aspettare congressi, assemblee, caminetti, primarie, questo compito spetta innanzi tutto al Pd. Sarebbe una battaglia oltretutto dall’evidente valore simbolico: la difesa dei valori democratici della Costituzione impugnata contro chi, all’epoca del referendum, evocava del tutto strumentalmente gli stessi argomenti contro l’allora leadership democratica. Sarà una prova di coraggio, per la quale si dovrà mettere in conto una certa solitudine:  l’establishment- contrariamente alla propaganda dei Salvini e dei Di Maio – appare molto sensibile al “fascino” dei vittoriosi del 4 marzo e
probabilmente delle prossime elezioni anticipate. Ma è anche un’occasione per rilanciarsi finalmente sul terreno dei valori. E su questi ricostruire un terreno comune più ampio a sinistra. Stare ancora una volta in difesa sarebbe esiziale per la sinistra e per la stessa democrazia.