Sindaco di Roma,
la partita per ora
si gioca al chiuso

Alla ricerca del candidato perfetto

romaIn attesa di capire, a nove mesi dalle comunali romane, se in gestazione ci sono progetti e idee forti e non solo vagheggiamenti immobiliaristici, se è possibile, valutando la sindacatura Raggi, separare il grano dal loglio, il Pd annuncia con Zingaretti che scatta la ricerca del Candidato Perfetto. Ciò che è, poi, un messaggio rabbrividente: mo’ ci mettiamo sotto con lanterne e contatori geiger e vedrete che uno buono lo troviamo, magari non sarà un Petroselli ma fidatevi.

Una confessione involontaria di accidia, di passata e protratta negligenza operativo-funzionale, di disabitudine alla formazione di un personale politico radicato nei territori (stavo per dire “di quadri all’altezza”, ma è troppo démodé) e non solo nei CdA. Quasi che il Pd, ritrovatosi in mano un buon capitale di consensi, anche per gli errori del frontman della destra e nonostante le plurime scissioni degli ultimi anni, fosse rimasto sorpreso, imbarazzato, infastidito dal suo potere/dovere. Sarebbe così drammatico, pur in questi tempi dilavati dal personalismo aizzato via social e tv, allestire un’assise ampia e ragionante per mettere a fuoco cosa si vuole per Roma (comprese le tormentate, dimenticate periferie) e solo in un secondo momento individuare la personalità adatta? Magari chiarendosi preliminarmente un po’ le idee, perché è abbastanza complicato governare l’Italia coi 5 Stelle e nello stesso tempo vedere come un oltraggio qualsiasi ipotesi di tavolo coi grillini per la Capitale.

Un fronte ampio di liste politiche e civiche

romaChissà, il Pd potrebbe capire che in un fronte ampio di liste civiche e politiche, il laboratorio di un Calenda meno ostile ai 5 Stelle avrebbe il suo perché, mentre meno gestibile sarebbe Renzi, epigono 2.0 dell’appetito spartitorio da Prima Repubblica: valgano a monito le ultime comunali e regionali, con Italia Viva in missione per poltrone con un tasso di successi molto maggiore dei navigator.

Un esempio? A Mantova, dove il centrosinistra ha vinto largo, Sinistra Italiana-Verdi (4,4% dei consensi) si occuperà di politiche giovanili e biblioteche, a Italia Viva (3,5%) è andata la presidenza dell’Aspef, l’azienda del Comune di Mantova che gestisce i servizi socio-sanitari per la persona e per la famiglia.

Domanda: da quale scrivania si gestiscono i soldi veri? Sono lontani i tempi degli scissionisti alla panna di Alleanza per l’Italia guidati da un Rutelli sconcertato per l’eccessivo gauchismo del Pd. Surreale un bel po’. Rutelli, esauriti alcuni svolazzi ecologisti, oggi è ben accasato all’Anica, l’associazione delle industrie cinematografiche audiovisive e multimediali. Renzi è un caimanuccio con ancora un gran appetito.

Il litigioso Pd e Zingaretti

Il litigioso Pd, capace di passare nel tritacarne Letta e Bersani, ha trovato un punto di equilibrio in Zingaretti. Un tipo sperimentato, al punto da sapere che, congelata qualsiasi ipotesi di elezioni politiche, la partita romana è il prossimo, non rinviabile, terribile showdown per dare subito consistenza a troppe mozioni d’intenti, a tante promesse che oggi, in mezzo a un doloroso travaglio sociale ed economico, devono trovare gambe per camminare.