Sindacati contro il Def
Segreteria Cgil divisa
sul nome di Landini

Ritorna sulle scene  il sindacato. Ritorna con una mobilitazione unitaria sulle richieste da presentare al governo e nella discussione sulla scelta del futuro segretario generale della Cgil. Con Susanna Camusso  (sostenuta da 7 su 9 componenti della segreteria) che propone come suo successore Maurizio Landini, ma altri  (Roberto Ghiselli e Vincenzo Colla) propongono,  nella riunione della segreteria protrattasi nella notte,  Vincenzo Colla come  nuovo segretario generale. Sceglierà il Congresso.

Certo il sindacato non è mai scomparso: era presente nelle grandi manifestazioni di queste settimane così come nelle mille vertenze quotidiane per difendere il lavoro. La giornata di oggi segna però un momento importante. Le tre grandi Confederazioni, accusate spesso di un atteggiamento quasi immobilistico di fronte al governo giallo-verde, hanno espresso un giudizio severo sul Def (documento economia e finanza). Un modo per farsi sentire nei confronti di chi non predica più la disintermediazione (ovvero l’annullamento del ruolo dei soggetti intermedi quali sono i sindacati) ma la mette in pratica ignorando gli interlocutori sociali.

Infatti il famoso Def che non piace all’Europa, contiene misure che coinvolgono anche il mondo del lavoro, ma i rappresentanti di quel mondo non hanno potuto metter becco.   Ecco perché è stata avanzata, innanzitutto, la richiesta di un confronto col governo al quale sarà  presentata una piattaforma con le richieste sindacali. Tale piattaforma sarà  discussa, non solo negli organismi dirigenti ma soprattutto alla base, tra le delegate e i delegati, tra i lavoratori.

Insomma nessuno sciopero immediato ma una mobilitazione in vista della legge finanziaria, attorno a obiettivi diversi da quelli perseguiti nella nota di aggiornamento del Def sulla quale il giudizio naturalmente rimane negativo. Esso infatti appare, in definitiva, come ha detto la Camusso,  privo di un’idea base per la crescita del Paese. Non ci sono strumenti in grado di far crescere lo sviluppo, risposte adeguate per l’occupazione, per il Mezzogiorno, per i giovani, per il fisco, per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego. Mentre appaiono fumosi i riferimenti al Reddito di cittadinanza e sulle pensioni c’è una base di confronto ma è assente  la previdenza per i giovani e manca la separazione tra previdenza e assistenza.

L’altro fatto della giornata riguarda il prossimo futuro della più grande delle Confederazioni, la Cgil. Come si sa la Camusso ha esaurito il suo mandato e sta partecipando alla campagna per la direzione dell’Ituc, il sindacato internazionale. A chi spetterà  il suo posto? La segreteria della Cgil ha discusso fino a tarda notte, come abbiamo detto,  la proposta avanzata da Susanna Camusso di operare una scelta unitaria attorno al nome di Maurizio Landini. Una proposta frutto di una lunga consultazione con le diverse strutture del sindacato, che però non ha trovato l’unanimità dei consensi. Una parte dei membri della segreteria ha infatti preferito dichiarare una propria scelta a favore di Vincenzo Colla. Una decisione definitiva è quindi rinviata all’assemblea generale congressuale convocata a Bari il 22 gennaio.

Maurizio Landini
Vincenzo Colla

Abbiamo visto in queste settimane un accumularsi impressionante, su diversi siti on line, di  note dirette a contrastare, la possibilità  che si facesse il nome di Maurizio Landini e non quello di Vincenzo Colla. Sono due dirigenti sindacali di valore, entrambi rispettabili, anche se con diverse caratteristiche. L’accusa a Landini è di essere un “movimentista” e non un “contrattualista”. Eppure nella sua attività  di segretario dei metalmeccanici ha firmato una quantità  ragguardevole di accordi.

Ora sarà necessario vedere come si svilupperà il dibattito. Se sarà possibile mantenere, malgrado le opinioni diverse, un’unità sostanziale. Il rischio, da evitare,  è quello di dar luogo a una specie di confuse “primarie”, imitando esperienze già amaramente provate in altri soggetti partitici.