SheSCIENCE, su Fb
la scienza al femminile

Un trio di scienziate progetta un giornale per bambini e chiede consigli. Qualcuno vorrebbe discutere di gossip e biografie a proposito di Marie Curie e delle rivelazioni sui suoi amori. Serve un consiglio per una ragazza che vorrebbe iscriversi a una facoltà scientifica ma non ne è del tutto sicura. E poi ci sono, come sempre (e sempre benvenute), le proposte di novità letterarie, di titoli da non perdere che arrivano dall’estero e non sono ancora approdati da noi. Segnalazioni di “amiche e amici” che non conosci ma di cui ti fidi, discussioni, opinioni, stroncature.

Succede in un gruppo, pubblico, aperto, accogliente di Facebook che ha poche settimane di vita e si chiama SheSCIENCE, ovvero come mettere assieme ragazze, scienza, lettura e battaglie femministe in un universo, presente e futuro, che vede una scarsa partecipazione delle ragazze e delle donne al mondo delle scienze.

L’idea di SheSCIENCE nasce da un gruppo “trasversale” riunito dalla casa editrice Editoriale Scienza per un dibattito alla passata Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna. C’erano scrittrici, editrici, giornaliste, libraie, blogger, divulgatrici scientifiche, tutte legate al mondo dell’editoria per ragazzi, a discutere del libro di divulgazione e del perché molti nonni, zii, genitori, amici dei genitori, una volta entrati in libreria alla ricerca di un bel libro da regalare,  rifiutino con sdegno l’idea che a una ragazza si possa regalare un libro di divulgazione, peggio ancora se si vuole divulgare una scienza “dura”, tecnica. Ma persino il libro sugli animali come regalo alla “bambina” sembra un azzardo a tanti adulti.

A scuola quella stessa bambina, poi adolescente e ancora dopo studentessa universitaria, si sentirà spesso inadeguata ad affrontare il mondo delle scienze, nello studio e nel lavoro. Secoli di stereotipi e di barriere culturali sono ancora lì. E allora, si interroga il gruppo di SheSCIENCE, cosa può fare l’editoria per ragazzi per capovolgere vecchi pregiudizi, falsi timori, radicati stereotipi? Domanda necessaria soprattutto quando serissime ricerche dimostrano che gli stereotipi fanno il loro ingresso nelle menti bambine già a 6-7 anni se non prima. La risposta è che può fare molto. Può, ad esempio, raccontare il contributo delle donne alla scienza per togliere dall’anonimato il loro ruolo che pure c’è stato. O può, attraverso le storie anche per i più piccoli, raccontare un mondo in cui i ruoli più tradizionali vengono sovvertiti e abbattuti, dove l’esplorazione, il movimento, l’energia sono attributi, indifferentemente, femminili e maschili. Può anche creare piattaforme di scambio e riflessione, di circolazione di idee e di strumenti come il gruppo SheSCIENCE che, in poco tempo, ha raccolto parecchie centinaia di adesioni. Per chi è interessato a unirsi al gruppo: https://www.facebook.com/groups/1927771404215534/