Se un robot arriva nella Camera del lavoro e parla con Lama e Trentin

Le cronache che appaiono sui congressi della Cgil in corso o conclusi, nelle Camere del lavoro e nelle strutture regionali, raccontano di una forte e calda partecipazione. Il sindacato sembra saper mantenere le sue radici, malgrado le tante difficoltà date da un’inesorabile trasformazione del mondo produttivo e da un clima politico-sociale deteriorato.  E’ in atto, in queste assisi, un confronto aperto sulle proposte politiche (il piano del lavoro, la carta dei diritti) e, insieme, un approfondimento della linea da sostenere difronte a una sfida davvero drammatica. Quella lanciata da un governo che con le sue scelte non da risposte serie ai problemi sociali e sta portando il Paese al disastro. I sindacati per una volta uniti hanno presentato una loro “contromanovra” economica, confidando in un dialogo, ma finora non sono stati ascoltati. 

C’è, in questi appuntamenti congressuali, anche una decisa spinta al rinnovamento, con l’innesto, nei gruppi dirigenti, di forze giovani, di donne, di persone provenienti da terre lontane. E sono presenti inedite proposte di comunicazione che tengono conto di quanto è cambiato, anche in questo campo, con l’invasione dei social nelle nostre vite. 

Sono state ad esempio prodotte tre cosiddette “web serie” dall’Area politiche organizzative della Cgil nazionale (Formazione sindacale), realizzate poi da Cgil nazionale, Cgil Veneto e Nidil, con la collaborazione dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (Aamod), nonché, naturalmente, di Ilaria Romeo, responsabile dell’Archivio storico Cgil.

 Non si tratta certo di lunghissime riprese con tanto di stagioni, alla maniera di Netflix, ma di tre video che raccontano tre aspetti della moderna attività lavorativa. Il primo è stato realizzato dalla Cgil del Veneto in convenzione con l’Università La Sapienza e sarà presentato oggi al Congresso della Cgil veneta. Come ha scritto Ilaria Romeo questa prima opera ha come titolo, appunto “Aria nuova”. Racconta l’arrivo in una camera del lavoro di una piccola città, di uno scatolone contenente un robot (Yuri) che dovrà essere usato per sperimentare una nuova forma di accoglienza per i lavoratori e i cittadini. Nei vari episodi Yuri sarà alle prese con vari casi più o meno estremi di sfruttamento e disagio capitati alle persone che si rivolgono alla Camera del lavoro. Con suggerimenti forniti da personaggi importanti: Giuseppe Di Vittorio, Teresa Noce, Luciano Lama, Bruno Trentin. 

La seconda serie che sarà proiettata al Congresso Nidil (10-12 dicembre) porta come titolo “Storie di ordinaria follia”. Racconta di  Ilaria, attrice e speaker radiofonica, licenziata da un algoritmo e che comincia a sentire una voce che pare chiamarla, una specie di fantasma colorato. In un primo momento Ilaria pensa di essere pazza, ma poi si rende conto di non essere l’unica a vivere tale allucinazione. Va alla Camera del lavoro, organizzando una web radio dove denuncia i casi di precarietà. Ogni puntata riduce la visibilità e la consistenza dello spettro e alla fine Ilaria vince: il fantasma scompare. 

Infine la terza web serie guarda proprio al futuro e s’intitola “2084”. E’ stata realizzata in convenzione con l’Università La Sapienza e descrive, un’indefinita catastrofe ambientale. Il genere umano è costretto a vivere confinato nel sottosuolo. Un nuovo ordinamento oligarchico guida l’umanità nella sua lotta alla sopravvivenza: la Corporazione. All’interno del sistema nulla è dovuto o garantito, tuttavia qualsiasi cosa è acquistabile, persino i Diritti, venduti in comodi “pacchetti” pagabili a rate. Nasce però una rete sociale alternativa composta da ribelli impegnati nella ricerca della “Carta Universale dei Diritti del Lavoratore”. Scoprono alla fine, nell’Archivio della Cgil, la Carta dei diritti, le foto, i film, i documenti…

Un’interessante innovazione, dunque, nell’azione comunicativa del sindacato. Anche perché, informa ancora Ilaria Romeo, la realizzazione dei tre video è  affidata a ragazzi giovani,  in alcuni casi giovanissimi. Non solo. Costoro cureranno anche una piattaforma  dandosi da fare per proporre sui social i tre progetti soffermandosi su backstage, foto e trame, producendo flussi di comunicazione e feedback con i potenziali utenti finali.