La vecchia talpa
della vera sinistra

Il rammarico più grande di questa fine d’anno è di non aver potuto salutare Nuccio. Non poteva finire peggio, colpendo negli affetti privati di tutti noi, un anno da dimenticare che ne prepara un altro horribilis. Che cosa ci lascia addosso questo ’17 ( qui a Berlino ho visto una bellissima mostra sull’altro ’17)? Ci lascia il senso di una ripartenza quasi impossibile. Scrivo ripartenza perchè è andato tutto disperso della nostra storia. I compagni del PSI sono divisi in molti tronconi, alcuni a destra, mentre il popolo comunista si è disperso fra Grillo, Renzi e oggi Grasso.

E’ evidente che la mia generazione, sulla cui testa crollò, con il Muro di Berlino, una storia grande e terribile, ma soprattutto un sogno , non è stata adeguata, a dir poco. Molti compagni che hanno militato nell’estrema sinistra si sono spersi, ma alcuni di loro, tipo il premier, hanno fatto una grande carriera. Noi intristiamo mentre la sinistra britannica e nordamericana, grazie a due terribili vecchietti , rilancia un sogno. Perchè noi no? Perchè, come dicevano i classici, abbiamo sbagliato l’analisi e abbiamo pensato a un capitalismo trionfante che aboliva la lotta di classe senza tuttavia avvertire i ricchi che l’hanno continuata vittoriosa.

Ma anche perché è venuto meno uno spirito comunitario che era nostro. Avete letto le cose belle su Nuccio, sono tutte per lui anche perché, senza temere di apparire conservatore, a quei valori ha ispirato la sua vita. Oggi siamo un po’ anime perse , timorose di apparire scontenti per via dell’età ma non abbiamo capito che siamo scontenti perchè ci manca il sogno e lo stare insieme, il vivere “per” qualcuno. Oggi ho letto l’intervista di Minniti e mi veniva da piangere: ma come può succedere che uno di sinistra mandi i soldati per fermare i migranti nel Niger invece che per salvarli? Insomma, brutto anno, a meno che non sia servito a farci capire che la vecchia talpa può e deve scavare ancora.