Che cosa accade
se anche la Cgil
cancella l’informazione

Cara strisciarossa,

in un momento in cui l’attenzione è rivolta ai grandi mutamenti nel mondo dell’editoria, ai passaggi proprietari, alle nuove concentrazioni, ai traslochi coatti di intere redazioni, accade anche – e di nuovo – che ci siano stravolgimenti nella ormai piccola editoria della sinistra che non hanno l’onore delle cronache.

La fine di un’esperienza

Cgil ha deciso di lasciare il terreno dell’informazione a favore della comunicazione. Finisce l’esperienza del racconto giornalistico del mondo del lavoro (e dei temi sociali di rilievo).

E per noi, che firmiamo questa lettera, finisce la collaborazione con radioarticolo1, la web radio della Cgil che abbiamo visto nascere e crescere in questo difficile decennio, sulla quale abbiamo avuto un appuntamento fisso con i lettori in piena libertà di scrittura, alla quale abbiamo partecipato anche nelle trasmissioni per dare il nostro punto di vista: la comunicazione non è il nostro mestiere.

Una decisione inevitabile e sofferta: non partecipiamo alla fine di una esperienza, a cui abbiamo creduto, un piccolo baluardo di una informazione libera e rigorosa che guardava ai problemi del lavoro e della sinistra.

Non bisogna cedere alle tentazioni moderniste

Ci resta la speranza che il segretario Maurizio Landini non cancelli del tutto la ricchezza storicamente costruita in Cgil sul fronte dell’informazione (nell’archivio storico disponibile on line sono conservati i numeri di “Rassegna sindacale” dal 1955), che il più grande sindacato italiano non ceda solo alle tentazioni moderniste della comunicazione, soprattutto che non sacrifichi le professionalità giornalistiche che ha al suo interno.

 

Silvia Garambois

Giorgio Frasca Polara

Nuccio Iovene