Scontro all’Antimafia, Arata e il silenzio di Salvini. E’ solo un reality?

A chi giova lo stallo della Commissione Antimafia? Delle due l’una: o è soltanto un “reality” a spese del contribuente, cioè uno spettacolo vergognoso o è un attacco all’istituzione parlamentare più importante sul fronte della lotta alla mafia e allora dovrebbe intervenire qualcuno. Il Presidente della Repubblica, per esempio.

Ricapitolando: Santelli, che della Commissione è vice presidente, accusa Morra, presidente della Commissione, e la dott.ssa Manzini, procuratrice aggiunta a Cosenza e nominata consulente a tempo pieno della Commissione medesima, di aver messo in piedi a Cosenza un piccolo, pseudo “sistema-Montante”.

Anatema contro il presidente Morra

Scontro Commissione AntimafiaSantelli non si limita ad un comunicato stampa, ma organizza una conferenza stampa nella sala stampa di Montecitorio, con il supporto di Mulè, parlamentare e porta voce dei gruppi di FI e Occhiuto, parlamentare di FI fratello di Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza: nella conferenza stampa Morra è accusato niente meno di indegnità a ricoprire ruoli istituzionali. L’anatema definitivo arriverà da Brunetta che ne chiede le dimissioni.

Una tempesta perfetta, che però non ho capito se sia finta, vera o entrambe le cose insieme: perché le accuse di Santelli sono state di una gravità tale che non mi stupirei se qualche Procura avesse alzato le antenne e mi stupirei assai se sul piano politico non accadesse qualcosa. Invece: niente. Nulla. Mi chiedo allora quale sia stato il senso: forse un avvertimento preventivo alla dott.ssa Manzini che di cose calabresi è grande esperta? Se è stata firmata una tregua armata tra Santelli e Morra, quali sono le condizioni?

 I guai della Lega

Santelli, colonna di FI in Calabria, parlamentare di lungo corso, fan di Berlusconi, amica di Scopelliti, ieri va su tutte le furie perchè Morra convoca in Antimafia Salvini.

Sul tavolo i guai di alcuni collaboratori di giustizia ma inevitabilmente anche quelli giudiziari di Siri, Arata (padre e figlio), Nicastri e Messina Denaro, che secondo quanto ribadito dal dott. Di Matteo ancora recentemente, probabilmente deve la sua latitanza anche alla possibilità concreta ed attuale di ricattare un pezzo di Stato. Sullo sfondo i voti rastrellati da Salvini in Calabria, a Reggio in particolare, e poi la latitanza di Amedeo Matacena che continua perchè il Governo non deposita gli strumenti di ratifica del Trattato con gli Emirati che lo riporterebbe in Italia, che il Parlamento ha definitivamente approvato molti mesi fa.

Solinas (Lega) che ormai presidente della Regione Sardegna non si dimette né da senatore, né da vice presidente della Commissione Antimafia… E poi ci sarebbe quella villa confiscata agli Assisi a San Giusto Canavese, ri-occupata dalla anonima criminale grazie ad un attentato incendiario ed intimidatorio i cui effetti da un anno il Ministero dell’Interno si guarda bene dal rimuovere: che pare un monumento agli eroi sbagliati (già, come lo era Mangano per Dell’Utri e Berlusconi). Resto convinto che tutti questi fatti non siano slegati tra loro.

Davide Mattiello
presidente Fondazione Benvenuti in Italia