Il vice di San Nicola
fa litigare l’Olanda

In Olanda, Belgio, Lussemburgo e parte della Germania è già Natale. Biscotti allo zenzero, piccoli regali messi nella scarpa lasciata sulla porta dai bambini, fiocchi e candele rosse sulle tavole. Con la notte del 5 dicembre, vigilia di San Nicola, Sinterklaas, e fino a capodanno, si festeggia. Quest’anno tuttavia la polemica su Piero il Nero (Zwarte Piet), aiutante di Nicola, pio vescovo di Myra nel 300 dopo Cristo, ha portato in Olanda scontri, blocchi stradali e processi. Accade nel Paese della tolleranza, dell’accoglienza e dell’arcobaleno multiculturale e che alle ultime elezioni ha bloccato la destra estrema di Geert Wilders.

Piero il Nero è un clownesco personaggio color pece, orecchini vistosi e costume del 1600. L’ epoca d’oro del commercio olandese, purtroppo anche di schiavi. Secondo il comitato Onu contro la discriminazione razziale: “il personaggio di Piero il Nero è rappresentato in modo tale da riflettere stereotipi negativi sulle persone di origine africana ed è vissuto da molte persone con antenati africani come vestigia di schiavitù”. Non tutti l’hanno presa bene. C’è chi aspetta San Nicola tutto l’anno e ricorda la propria infanzia, quando Piet era solo lo strambo assistente che aiutava a portare i regali dalla lontana Spagna al Nord Europa. C’è chi si è sentito per troppo tempo mortificato a sentire cantare “Anche se sono nero come il carbone ho buone intenzioni”.

Per alcuni gruppi di estremisti bianchi sono solo “fisime dei maniaci del politicamente corretto che distruggono le nostre tradizioni”. A metà novembre hanno bloccato un’autostrada per impedire ad alcuni pullman di attivisti contro il razzismo di manifestare contro l’arrivo del corteo di San Nicola. Dieci estremisti bianchi, con i volti dipinti di nero, hanno fatto irruzione in una scuola dell’infanzia di Utrecht rivolgendosi ad alcuni insegnanti e urlando loro “Torna al tuo Paese”. Il ministro degli Affari Interni, Raymond Knops, ha risposto alle azioni dei gruppi pro-Piet chiedendo loro di rispettare la legge. “Capisco le emozioni legate all’argomento, ma non posso approvare gente che blocca un’autostrada. Ognuno – ha aggiunto – deve rispettare la legge, compresa questa gente”.

Il governo lavora per evitare che queste dispute sfocino in violenza e ronde aggressive. Anche per questo nel 2015, dopo la presa di posizione dell’Onu, il governo ha risposto con misura, promuovendo una riflessione. Si è mobilitata la creatività per andare oltre, senza cancellare una festa. Nelle parate, a partire da Amsterdam, ma anche nelle trasmissioni televisive, Piet non è più nero, ma ha un volto variopinto e un ruolo che sfuma di anno in anno. Potere dei simboli e delle tradizioni: l’esecutivo non sottovaluta la portata di emozioni e ricordi. Tra il 1596 e il 1829 gli olandesi trasportarono circa mezzo milione di schiavi attraverso l’Atlantico. La maggior parte della ricchezza generata dal traffico globale di schiavi ha sostenuto la creazione di industrie, opere architettoniche, sviluppo delle arti e istituzioni nell’Europa e nel Nord America moderni.

Amsterdam Mamas è una pubblicazione ed è anche un’associazione che raccoglie circa 12.000 mamme immigrate da 100 Paesi. Una di loro, Ellen Duckenfield, che ha sposato un’olandese, è convinta che le tradizioni possano evolvere ed essere in parte abbandonate senza strappi emotivi. “Posso pur sempre scegliere – scrive – di non comprare carta regalo con la faccia di Piet, o dipingere sul volto di mia figlia un arcobaleno al posto del nero o non unirmi alle canzoni su Piet. Posso fare piccoli passi, diminuendo l’effetto negativo degli stereotipi. I ricordi di mia figlia su San Nicola saranno diversi e incantevoli”.