40.000 a Bologna,
le sardine sono l’onda che fa sperare

Oltre 40mila persone hanno invaso piazza VIII Agosto che prima dell’inizio del concerto attesissimo era già piena. Una piazza che è un simbolo: le sardine hanno conquistato il suo perimetro, sono salite sul parco della Montagnola disegnato da Napoleone e hanno dato il via ad una “battaglia” di musica e di parole che raccontano lotte per la libertà e contro i soprusi. Nel 1848 i cittadini di Bologna combatterono e cacciarono le truppe austriache in una battaglia di libertà ricordata dalla statua del Popolano che svetta ai piedi del parco. Nel 2020 bolognesi, emiliani, italiani di origine e di adozione, si sono ritrovati in quella stessa piazza, a due mesi di distanza dall’esperimento di piazza Maggiore, e hanno deciso, a migliaia, di mettere in fuga l’odio, il rancore, la guerra e chi la fomenta con vecchi e nuovi mezzi, quelli più subdoli.

“Grazie per non essere rimasti sul divano, per non avere paura, per non avere rassegnazione”, le parole di Manuel Agnelli sul palco con gli Afterhours. “Una serata storica” per i Subsonica: “Da domani qualcosa succederà e sarà qualcosa di diverso”. “Sono le piazze della rivolta della pace, dell’arte”, per un funambolico e applauditissimo Alessandro Bergonzoni.

Dopo un programma fittissimo, aperto dall’inno delle Sardine in cui si sono alternati tantissimi artisti, attori e giornalisti – dagli Skiantos a Banbabardò, Modena City Ramblers, Terzo segreto di satira, Marlene Kuntz, Pif, Vasco Brondi, Sandro Ruotolo e Concita De Gregorio fino a Francesco Guccini apparso in video – a Mattia Santori è toccato il compito di chiudere la serata con gli amici Giulia Trappoloni, Andrea Garreffa e Roberto Morotti e insieme a Moni Ovadia, sostenitore di questo movimento fin dagli inizi.

È la stessa “piazza” di novembre, quando tutto è cominciato, quando da una sfida che sembrava una cosa piccola e simpatica, si è formata dal mare di Piazza Maggiore un’onda gigantesca che ha portato la sua corrente lungo tutto il Paese, raccogliendo tutti quei pesci asfissiati, desiderosi di prendere ossigeno. La sfida allora era stare almeno in seimila sul Crescentone della piazza centrale del capoluogo emiliano ma i bolognesi si sono ritrovati in 10mila. Poi sono arrivate le altre città, incredibilmente: è sembrato che tutta quella gente stesse solo aspettando il via.

Persone di tutte le età, come in piazza VIII Agosto: anziani, anche molto anziani, famiglie, giovani, giovanissimi. “Vedere tutta questa marea umana qua stasera mi dà di nuovo una speranza”, le parole di due amiche sessantenni che passeggiavano ai lati della piazza, facendosi largo in mezzo a quella folla, per non stare ferme e sentire meno freddo.

Nessun fake, tutta umanità vera: “Il sonno della ragione vota Lega”, ha scandito Marracash dal palco.

“Dichiariamo la pace mondiale”, l’esortazione di Bergonzoni, perché “è arrivato il momento” e “dobbiamo cominciare a fare l’impossibile”.

Tutta la città si è movimentata per questa giornata di musica e parole: tantissimi volontari e molta gente che ha ospitato sardine in trasferta, arrivate da fuori Bologna, tutti con il desiderio di sentirsi vicini, di dire “io c’ero” quel giorno a ricordare che questo Paese e questa Regione non possono essere consegnati alla Lega: “Lo dobbiamo ai nostri nonni e alle nostre nonne”, ha sottolineato Santori dal palco, ricordando che in fondo loro quattro sarebbero potuti anche “sparire” ormai, perché non hanno – a suo avviso – particolari meriti ma sono stati solo toccati dalla fortuna di aver scoperchiato qualcosa di grande e intenso.