Ru 486, banderillas
e dolore sul corpo
delle donne

Banderillas sul corpo delle donne. Come definire altrimenti la decisione della giunta regionale umbra guidata dalla leghista Donatella Tesei che ha abrogato la possibilità del day hospital per la pillola abortiva? È come dire che, poiché non si può abrogare la legge 194, allora si burocratizza la degenza.

In tutto il mondo il day hospital è la prassi

pillola abortiva RU468 donneLa legge che sancisce il diritto delle donne all’autodeterminazione viene applicata a macchia di leopardo secondo un federalismo ideologico ed esagerato. RU 486 è ormai un farmaco antico, i protocolli per il suo utilizzo sono sperimentati e diffusi in Europa e nel resto del mondo. Il day hospital è la procedura standard, la misura di cautela adottata è che alla donna deve essere garantito il contatto immediato con la struttura sanitaria per fare fronte rapidamente a eventuali complicanze.
Invece no, nell’Umbria conquistata dalla destra si impone l’obbligo di tre giorni di ospedale, sacrificando all’ideologia misogina più retriva non solo il diritto di scelta delle donne ma anche la spesa sanitaria che potrebbe essere meglio impiegata. Siamo appena usciti dall’emergenza ospedaliera legata alla pandemia, sono di ieri e dell’altro ieri i casi di donne che non hanno avuto accesso ai servizi ospedalieri, ai reparti per l’interruzione di gravidanza.

L’attacco alla legge 194

RU468 donne
Camelia.boban / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)

È di questi mesi l’aumento dei parti in casa per timore del contagio ed è di questi mesi anche l’impegno dei reparti di maternità per tranquillizzare, attivare controlli a distanza. Impegno volto a migliorare il SSN, a ripensarlo rispetto a rischi nuovi, che a sua volta rischia di essere vanificato, viene intralciato dalla madre di tutte le battaglie ideologiche, quella contro la legge 194 che, come tutte le statistiche dicono, ha ridotto nel tempo il ricorso all’interruzione di gravidanza favorendo la prevenzione.
La signora Donatella Tesei ha aggiunto la sua voce ai colleghi maschi del suo partito per rappresentare le donne come colpevoli e irresponsabili. Siccome la RU 486 consente una situazione meno traumatica rispetto all’intervento abortivo chirurgico, allora bisogna infliggere il di più di sofferenza dell’ospedalizzazione, invocando ipocritamente la maggiore tutela.

Maura Cossutta, presidente della Casa internazionale delle donne invita a non sottovalutare il segnale: “Il centro sinistra deve essere più coraggioso nel difendere la laicità dello Stato, perché le destre all’attacco sono un’armata potente e una potenza economica, quella che fa capo a Bannon, quella che ha eletto Trump. Destre nazionaliste, retrive e machiste che finanziano i sovranismi e gli estremismi di destra”.