Roberto Perini, un grande artista
alla corte del settimanale Cuore

Una volta, diciamo agli inizi-inizi degli anni Novanta, in redazione a Cuore (rivista nata a Milano), si polemizzava molto giocosamente con il popolo romano e i suoi inveterati vizi, macchiette, eterni ritorni. Roberto Perini (morto sabato all’età di 68 anni), in trasferta da noi al Nord per una riunione o forse per un impegno continuativo a Cuore Mundial (supplementino satirico in onda quotidianamente con l’Unità durante Italia 90), fece detonare un’uscita prodigiosa: “Zitti, noi a Roma costruivamo l’impero e voi eravate pesci”.

Era il cortocircuito del puro genio distillato all’impronta: pensai alle conchiglie fossili che mio padre trovava da bambino sulle colline di Montà d’Alba e mi resi conto allora e per sempre che il surrealismo non ha mai tutti i torti. Roberto ha donato per una vita il suo talento, con storie capaci di galleggiare magrittianamente sulle nuvole e insieme di grattare la dura crosta in cui, da bravi lombrichi, proviamo a brulicare. Roberto ha disegnato pagine di cronache marziane ambientate a Fregene o a Rimini e tutto tornava, immancabilmente: la desolazione di un uomo qualunque e lo sbuffo di una vongola assediata dalla calura agostana.

Quattro passi in compagnia di un De Chirico senza tetto né legge e quindi, in fondo in fondo, sorridente e desolato. In una vignetta, che valeva – come si usa dire per Altan – più di un editoriale, Roberto aveva bipartito lo spazio in due sale attigue di una Fiera, divise da un debole tramezzo: a sinistra il dirigente di partito (Pds, probabilmente) arringava gli astanti con un classico e stentoreo “Cari compagni”, a destra alcuni falegnami, del tutto indifferenti ai vicini, lavoravano, intenti a piallare, segare, intagliare tra forti rumori. Un foglio di carta con relativo inchiostro ed ecco la crisi della politica servita a puntino con quasi trent’anni di anticipo. Per non dire di come Roberto “dava i colori” o arredava un paesaggio con echi rinascimentali. Un superbo artista che, vagliando la sua alta caratura, ha mietuto troppo poco grano.

Siano grati tutti quelli che lo hanno conosciuto.

 

*La foto in home page è tratta dal profilo Facebook di Roberto Perini