Destra all’assalto
delle coste sarde
Rivolta ambientalista

Una petizione popolare con oltre 19 mila aderenti per non modificare la legge regionale sull’urbanistica. E’ “difendere coste e campagne”. A far scattare la mobilitazione degli ambientalisti è stata la delibera approvata il 23 dicembre scorso dalla Giunta regionale relativa al disegno di legge che contiene alcune modifiche alle norme in corso. Un provvedimento che secondo le associazioni impegnate in attività a tutela dell’ambiente il disegno di legge “apre la strada alla cementificazione”,.

Tra gli argomenti al centro della contestazione, i primi a sollevate la questione avviando la petizione sono stati i rappresentanti del Gruppo di intervento giuridico, c’è anche la modifica della norma che regola gli interventi nella fascia dei 300 metri. Nello specifico l’articolo “3-bis” che recita: “Nella zona urbanistica F l’incremento volumetrico per le strutture residenziali, ubicate nella fascia oltre i 300 metri dalla linea di battigia, può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima del 30 per cento del volume urbanistico esistente sino ad un massimo di 150 metri cubi.” E il “3-ter” con cui si prevede che “Nella zona urbanistica F, possono usufruire dell’incremento volumetrico nella misura del 20 per cento sino ad un massimo di 100 metri cubi, le unità immobiliari, ubicate nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, che ricadano nelle aree individuate ai sensi dell’articolo 10 bis, comma 2, lettera b), della legge regionale n. 45 del 1989”. Il primo risultato della mobilitazione, come scrive il Gruppo di intervento giuridico è lusinghiero.

“La petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde rivolta al Ministro per i beni e attività culturali e turismo, al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e al Presidente del Consiglio regionale sardo con la richiesta di mantenimento dei vincoli di inedificabilità nella fascia dei 300 metri dalla battigia marina, stabiliti dalle normative vigenti e dalla disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.), ha superato i 19 mila aderenti – si legge nelle pagine del movimento ambientalista – . La petizione, è stata sottoscritta da cittadini di ogni estrazione sociale, sia sardi che turisti del resto d’Italia e stranieri. Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra terra, millimetro per millimetro”. A contestare il provvedimento anche Legambiente che coni suoi rappresentanti Vincenzo Tiana, Annalisa Colombu (presidente regionale di Legambiente), Marta Battaglia (direttrice) e Stefano Ciafani, presidente nazionale dell’associazione, ha sottolineato come “la Sardegna sia stata fino ad oggi un esempio nazionale sulle norme paesaggistiche, visto che ha messo in campo una normativa, il Ppr, che salvaguardia uno dei principali tesori dell’Isola”. Il provvedimento dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale e i rappresentanti dell’opposizione già annunciano battaglia.