Riscrivere i classici per ragazzi

La fiaba e i classici della letteratura per ragazzi hanno da sempre appassionato scrittori, studiosi e critici letterari; da Italo Calvino a Asor Rosa, da Giorgio Manganelli a Jorge Luis Borges. Ce lo ricorda Stefania Fabri in La riscoperta dei classici dell’editrice Bibliografica. Si tratta di percorsi di lettura che Fabri, scrittrice e studiosa, dedica agli “intramontabili”, vale a dire, a quei titoli e autori che rimangono come punto di riferimento di ogni narrazione e che devono trovare un posto tutto loro, ben riconoscibile, in una ipotetica biblioteca ideale. E che oggi vivono una seconda giovinezza, riscoperti e rielaborati anche dal cinema e dalla narrazione digitale. 

Ed ecco la fiaba, archetipo di vite e situazioni, distillato di voci narranti che si susseguono nel tempo, più importante per la sua carica magica che per il suo insegnamento morale. Ad esse e ai classici in generale Calvino ha dedicato pagine memorabili ricordando come il fiabesco possa essere considerato un catalogo di destini di uomini e donne, che combina insieme la varietà con la ripetitività.

I classici non disdegnano alcun genere. Ci sono le avventure alla Robinson Crusoe, nate dalla penna di Daniel Defoe, che a cavallo tra Seicento e Settecento ha scritto un libro che resta il più tradotto al mondo e su cui si sono misurati intellettuali come Marx, Rousseau e Kant. Come intramontabili sono le avventure del “viaggiatore immaginario” Jules Verne. Il giallo per ragazzi, genere tanto di moda oggi, deve tutto a Mark Twain che lo inventò nell’Ottocento con il personaggio di Tom Sawyer detective. I buoni e i cattivi nei romanzi per ragazzi trovano i loro antenati nelle avventure dei “Tre moschettieri” di Dumas. C’è il mondo intimo, della quotidianità che coincide spesso con la vita di campagna e con i suoi abitanti, uomini e animali, come i conigli della scrittrice britannica Beatrix Potter. Stefania Fabri sottolinea come la scrittrice, che curò puntigliosamente tutti gli aspetti della sua opera, dalle illustrazioni alla promozione, possa a buon diritto essere considerata per la sua modernità come l’inventrice del merchandising con personaggi trasformati in pupazzi e manifesti. E poi ci sono le “Piccole donne” di Louisa May Alcott che ancora oggi si tengono saldamente nella classifica dei 50 libri per ragazzi più letti. O scrittrici di culto come Jane Austen.

Se oggi, dunque, vale la pena riproporre i classici riconoscendone il loro valore, non è per trattarli come preziosi oggetti di antiquariato – suggerisce Stefania Fabri- ma per viverli per quello che sono. Dei paradigmi che non temono la riscrittura, purchè chi la compie sappia essere insieme scrittore e narratore.