Ridere, la tendenza dell’editoria young

Sul finire del 2017 gli esperti della casa editrice Scholastic, un gigante dell’editoria per ragazzi, avevano indicato quali, secondo loro, sarebbero stati i trend di lettura e di genere nel 2018. Avevano selezionato cinque tendenze. Ci sarebbero stati più libri a raccontare di personaggi femminili forti, le serie più amate avrebbero continuato a spopolare come pure il genere fantasy con il loro bagaglio di unicorni e draghi, i libri “non fiction” avrebbero affrontato temi complessi raccontando dove va e come si muove il mondo mentre i libri “attivi”, quelli che aiutano a scoprire il mondo delle cose e i processi che fanno accadere le cose – soprattutto nei settori scientifici – avrebbero conosciuto una nuova primavera sostenendo la creatività di ragazze e ragazzi.

In un gioco di confronti potremmo verificare, classifiche di vendite alla mano, se queste tendenze si siano realizzate in Italia. Alcune previsioni erano facilissime. Le serie continuano ad essere amate, lo dimostra il successo dei tanti titoli di “Diario di una schiappa” (quest’anno con una versione anche in napoletano), tra le letture più amate degli ultimi anni assieme a “Capitan Mutanda”, un must degli scorsi anni (edito in Italia da Piemme-Battello a Vapore e negli Usa da Scholastic che ha pubblicato anche i volumi di Harry Potter), per non parlare del sempre verde “Geronimo Stilton”. I libri sulle ragazze ribelli e non solo continuano ad avere successo di pubblico e lettura. Lì dove le tendenze sembrano divaricarsi è sul libro non fiction, cioè su quel vasto mondo editoriale che va sotto il nome di “divulgazione per ragazzi” e che, almeno da noi, stenta a decollare. Colpa della scuola? Anche. Ma soprattutto di un mondo adulto che fa fatica ad incuriosire i suoi figli.

Tra le raccomandazioni di “contrasto” degli esperti di Scholastic – ma anche del vastissimo mondo che si occupa di editoria per ragazzi – vi è la lettura a voce alta dentro e fuori la classe. Essa è indicata anche come metodo per interessare i più svogliati, chi stenta a integrarsi nel gruppo, chi medita l’abbandono scolastico. A casa, in famiglia, invece, leggere a voce alta aiuta a cementare i legami familiari, a rafforzare curiosità e competenze e a ridere assieme. Il che non è poco. Una bella risata potrebbe risollevare le sorti del libro e della lettura regalando un “amico per la vita”. Vale la pena provare.