Respingere l’attacco
contro il governo
e le istituzioni

Le istituzioni democratiche del nostro Paese sono fortemente a rischio.
Il disagio sociale, che l’emergenza sanitaria ha accresciuto, viene cinicamente spinto verso un pericoloso ribellismo popolare dall’estrema destra antinazionale di Salvini, Meloni, generali in pensione e CasaPound, come da ultimo mostrano le manifestazioni sincronizzate dei gilet arancioni di Milano e i promotori della nuova marcia su Roma. Manifestazioni non autorizzate – in violazione delle norme sul distanziamento sociale e sull’uso delle mascherine – che possono far esplodere una nuova spirale di contagi, ricoveri, decessi, nuove chiusure e limitazioni, esasperazione popolare.

Questa estrema destra italiana, indifferente alle sofferenze e alle angosce dei cittadini, ha sviluppato – unico caso al mondo – un’opposizione becera e disfattista nel pieno dell’emergenza Coronavirus, dimostrando di non avere equilibrio istituzionale, cultura democratica, requisiti morali e qualità politiche per governare l’Italia. Nessuna opposizione nei Paesi civili e democratici – dalla Germania agli Stati Uniti, dalla Francia alla Spagna, dal Portogallo all’Inghilterra, dall’Austria alla Grecia – si è comportata in modo così vergognoso, distruttivo e antinazionale.
Stiamo attenti. Il problema non è la Destra, che in ogni Paese democratico ha una funzione importante. Il problema è che questa estrema destra di casa nostra vorrebbe spingerci verso il vicolo cieco dell’avventurismo senza ritorno, del caos destabilizzante, della sfida alle leggi dello Stato e del sovversivismo anticostituzionale.

Deriva autoritaria

A ciò aggiungiamo che un blocco composito di forze oggettivamente collegate – dalla Confindustria alla grande stampa, dai poteri forti ai tanti “sistemi mafiosi” operanti ormai in tutto il Paese – sembra puntare su questa deriva autoritaria, nell’illusione di poterla governare successivamente. Questo blocco di forze in effetti mira a demolire l’impalcatura dei valori sanciti dalla nostra Costituzione e a mettere le mani sulle ingenti risorse europee e nazionali, destinate ad agevolare l’uscita dalla crisi e la ripresa economica del Paese, dopo la catastrofe determinata dal Covid-19 tentando di innescare una potente carica esplosiva contro il Governo attuamentle in carica. Un Governo sicuramente non eccezionale, ma per fortuna “normale” e all’altezza di una situazione straordinaria, come attestano i molti riconoscimenti internazionali. Un Governo che si preoccupa doverosamente di proteggere gli strati più deboli della società e di potenziare lo stato sociale.
È tempo che tutte le forze sinceramente democratiche – di destra, di centro e di sinistra – si attivino per respingere nell’interesse superiore del paese l’ attacco potente e subdolo di chi, approfittando delle sofferenze e delle paure di milioni di cittadini, medita un colpo mortale alla nostra democrazia fondata sul lavoro, l’eguaglianza, la tolleranza e la solidarietà.
È tempo di mettere in campo strumenti unitari e iniziative risolutive tali da scongiurare il pericolo di una svolta autoritaria voluta da chi chiede “pieni poteri”, da chi pensa solo al proprio arricchimento e profitto, da chi – anche con la violenza e l’intimidazione – vuole continuare a tenere sotto controllo pezzi importanti dell’economia e interi territori.
Spaccare l’Italia in due con una vera e propria lotta fratricida e sfasciare anziché riformare l’Europa sembrano essere gli obiettivi di fondo di queste forze decise a giocare la carta dell’avventura, sostenute certamente da collegamenti internazionali con Paesi che per loro mire egemoniche puntano a realizzare nuovi equilibri e nuovi assetti geopolitici.
Per la democrazia, per l’indipendenza e la libertà, per l’Italia e l’Europa, ora è il momento.