Renzi e la sinistra che non lo voterebbe mai

Ho capito che i dirigenti del Pd sono ossessionati dalla probabile, e non augurabile, batosta elettorale dall’insistenza con cui dicono che il voto per Liberi e Uguali favorisce la destra. Si tratta di una nuova ferita nel centro-sinistra, inferta gratuitamente, e, se posso permettermi, stupidamente.
Finché la dicono Renzi e i suoi, passi, ma venerdì mattina anche il ministro Martina si è aggiunto al coro. Vorrei ricordare allora alcune cose elementari. Il voto che andrà a Liberi ed Uguali verrà dal non voto o da elettori che mai più avrebbero votato il Pd renzizzato. A chi penso? A me stesso, ai miei amici, alla mia famiglia, ai compagni di una vita.
Senza LeU io non avrei votato Renzi, sarei andato a cercare una lista di sinistra e probabilmente, malgrado le mie polemiche con loro, avrei votato Potere al Popolo. Il non rendersi conto che c’è un elettorato che non vota il Pd neppure di fronte al plotone di esecuzione è la prova regina che quelli del Pd non hanno capito quello che sta succedendo nell’Italia profonda e nella sinistra anche ad opera loro.


Esempi se ne possono fare tanti. Ne faccio uno. Pierferdinando Casini è un ex presidente della Camera che tutto sommato ha diretto bene l’Assemblea. Non cominciò bene. Il discorso di investitura lo fece guardando solo ed esclusivamente la parte destra dell’emiciclo, il suo disprezzo verso la sinistra si mostrò in quel modo.
La sua storia politica è quella del democristiano sempre ostinatamente attento non contaminarsi con la sinistra, a parte la partecipazione di gente sua nei governi “tecnici” recenti. E’ un un bel moderato, leader di una destra che dal governo ha massacrato il paese. E’ vero che a un certo punto litigò con Berlusconi, ma fu una lite che nacque dal rigetto di Casini di sciogliersi nel partitone di destra che Berlusconi volle fondare. Non c’è mai stato contrasto sulla politica. Quando venne portato in aula il Porcellum Casini fu così solerte che la legge–vergogna fu portata al voto finale in poco tempo.
Tuttavia eleggere Casini in un momento in cui lui è voto-repellente per il suo elettorato è una ipotesi che la sinistra avrebbe potuto prendere in considerazione. Ma a Bologna? Perché Renzi non se lo è eletto dalle parti sue (Arezzo, ad esempio)? Perché questa nuova ennesima sfida per annichilire e, diciamolo, rincoglionire il popolo di sinistra? Al di là del job act, della buona scuola e di tante altre cose l’ “affaire Casini” per me è stata la controprova che Renzi è il più acceso militante di un fronte ampio che vuole sradicare la sinistra in questo paese.


E voi pensate che gli elettori di LeU non lo sappiamo? Che se gli si togliesse dalle schede la sigla del nuovo partito tornerebbero a votare il Pd? Non avete capito niente. Anche tu Martina, che dovresti conoscere il tuo popolo, non hai capito niente.
In un quadro di probabile affermazione della destra e dei 5 stelle le forze di centro sinistra con la testa sulle spalle non farebbero campagna elettorale l’una contro l’altra, si ignorerebbero e cercherebbero di demolire la propaganda avversaria. A meno che, ed io credo che questo sia il “sentiment” di Renzi, l’avversario sia la sinistra.