Sul Recovery Fund
per favore risparmiateci
la commissione Brunetta

Se sono utili al confronto politico, facciamole pure queste benedette commissioni monocamerali per il Recovery Fund. Se servono a coinvolgere di più e meglio il Parlamento, negli ultimi tempi messo un po’ in disparte, che si dia pure il via ai lavori. Se faciliteranno il rapporto con le opposizioni, abbastanza sgangherate, ben vengano. Ma che sia chiaro: non saranno due commissioni monocamerali a poter decidere come spendere i soldi che arriveranno dopo l’accordo europeo. Non saranno loro a poterci dire dove, come e quando fare nuovi investimenti. No, proprio no.

Quale futuro

Il motivo è semplice e sta tutto dentro una domanda: ma voi pensate che Pd, M5S, Leu, Italia Viva, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia abbiano la stessa idea del futuro di questo paese e vogliano fare le medesime scelte economiche? Se fosse così, sarebbe un bel disastro e la rincorsa alle ricette neoliberiste lo ha dimostrato ampiamente nell’ultimo ventennio. Io penso che non debba assolutamente essere così. Perché credo che la sinistra e la destra esistano ancora. E chi propone soluzioni di sinistra non può pensare assolutamente di condividerle con chi propugna soluzione di destra. Sono due visioni diverse, due idee diverse del mondo. Oggi, un governissimo non ci serve proprio. Ci servono scelte chiare che indichino una strada nuova nel segno dell’equità, dell’uguaglianza e dell’innovazione.

Facciamo qualche esempio. La sinistra pensa (forse sarebbe meglio dire dovrebbe pensare) che la lotta alle disuguaglianze debba essere centrale in un processo di ricostruzione del Paese. La destra no. La destra pensa che bisogna pagare meno tasse non perché ci sono abbastanza soldi in cassa ma perché ha un’idea privatistica dei servizi e chi ha i soldi se li paga e chi non ce li ha si arrangia. La sinistra ritiene che un nuovo welfare vada costruito per sostenere i meno garantiti, alla destra dei meno garantiti non importa nulla. La destra pensa che un’opera di destrutturazione dei diritti dei lavoratori e un’estrema flessibilità siano utili alle imprese e quindi al profitto. La sinistra dovrebbe pensare (in alcuni casi non è stato propriamente così) esattamente il contrario. La sinistra dovrebbe pensare che una riconversione green del modello di sviluppo sia fondamentale, la destra non si pone il problema.

L’io e il noi

Potremmo continuare. Ma il senso è chiaro. La destra pensa che ogni singolo cittadino debba farsi gli affari propri senza troppi lacci, la sinistra pensa (dovrebbe pensare) che ogni singolo cittadino possa stare meglio se contemporaneamente stanno bene anche gli altri.

Se è così, chi ha in mente le commissioni per il Recovery Fund può spiegarci come si sceglierà? In base a quale criterio? Detta in modo un po’ più rozzo ma forse più chiaro: possiamo andare dietro alle ricette economiche di Renato Brunetta (in pole per una delle due commissioni) che considera “fannulloni” tutti i lavoratori del pubblico e pensa che sia giusta la flat tax e sacrosanta la privatizzazione dei servizi pubblici? Come direbbe Totò: ma mi faccia il piacere.