Qui Task Force 1… Abbiamo un problema
non una strategia

Ecco dunque dopo l’Anpal – l’Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro di Mimmo Parisi e i suoi menestrelli – una Task Force che sembra un dado concentrato col classico gusto, quello italiano. Il Manager Intergalattico Vittorio Colao, Grande Timoniere di una commissione specialissima evocata dal governo per fornire lumi e strategie in vista della Fase 2, ci ha dato dentro e non indicherà alcuna strategia per la Fase 2. Quando si riapre? Dove si riapre, di grazia? Zero. Colao darà al massimo suggerimenti. Diciassette esperti per “dare suggerimenti”. Diciassette “Suggestion facility development stimulators in enforcement for this Poor Italy and let’s hope in God that we really need this”, ovvero “Struttura-suggerimento per lo sviluppo di stimolatori a rinforzo per questa povera Italia e speriamo in Dio che ne abbiamo veramente bisogno”: agile, semplice, immediato.

Meglio aspettare la fase 3

task force
Foto di lawrence O’Leary da Pixabay


Oddìo, suggerimenti, il Galattico non vuol far la figura del superministro perché nella palude politica un altro galletto con cresta fiammeggiante non lo vuole nessuno: si sa, gli equilibri, le dosature, le sensibilità, le reazioni Oltretevere (cosa c’entra il Vaticano? Niente, ma non si sa mai). Quindi Colao se ci va di lusso si concentrerà sulla Fase 3. No no, mica è un fake, è vero, stando agli esegeti della Task Force. E già qui il “fumus presae culi” si fa sentire abbastanza.
Colao intanto è già occupato di suo per raccordarsi con altre due Task Force, cioè il Comitato tecnico-scientifico e il Supergruppo creato da Paola Pisano al ministero dell’Innovazione per le app. E poi non ci vuoi mettere un paio di cabine di regia al giorno? E gli attriti Lombardia-Campania da risolvere in apposita conference call? E il tavolo del Patto per il Lavoro? Cosa facciamo, lo lasciamo lì apparecchiato coi segnaposto e ciao?

Come soluzione un altro Dpcm

Morale: pochi step sulla roadmap. Magari Conte, per facilitare e indicare una linea unica, ci fa su un Dpcm di 87 articoli.
Quindi, at the state of the art, allo stato dell’arte abbiamo: 1) proliferazione tipo Wuhan di organi para-statali; 2) gelosia dei relativi organi statali; 3) moti ondosi tra i partiti perché oggi ci siamo e domani non si sa; 4) veti incrociati e la vivacità operativa di Ötzi, l’uomo di Similaun; 5) provvedimenti legislativi interpretablii solo tramite esorcista; 6) nuovi focolai sparsi di termini inglesi che fanno sempre fico; 7) gruppi randagi di navigator dimenticati che si avvicinano alle case in cerca di cibo.
Tutto il sapore di casa tua.