Quei leader deliranti
senza neanche pathos

Nella storia delle nostre elezioni e nella fase preelettorale, si sono verificati dei fenomeni piuttosto curiosi che hanno sfiorato il patologico. Ovviamente niente a che vedere con i deliri di alto livello del XX secolo, dove si poteva apprendere anche qualcosa. Il caso del presidente Schreber che scrisse un memorabile libro: Storia di un malato di nervi oppure i deliri mistici di Antonin Artaud nel suo tomo Scritti di Rodez, oppure i deliri di Rousseau rivolti a Hume.

 

 

In queste forme egoiche miste ad egocentrismi maniacali c’era originalità, verità e una forma di autentico misticismo delirante. Nel

 

caso di Salvini, colto con rosario e Bibbia in mano, niente di tutto questo: il misticismo a fondo propagandistico sembra una pallida scopiazzatura volto solo a prendere voti. Un falso delirietto mirato a raccogliere quella parte cattolica integralista che ancora non era riuscita ad intercettare. Ottima anche la conferenza superegoica di Renzi, l’io appariva ogni due parole, un peana a sé stesso degno del miglior delirio di onnipotenza.

Che nostalgia dei deliri autentici che nascondevano logos e talento. La fittizia patologia appare solo in caso di propaganda e nasconde dietro di essa solo una misera mediocrità. I nostri politici hanno dato spesso prove penose, tanto da farci rimpiangere quei geni di talento che nel loro delirio ed egocentrismo esprimevano forme di conoscenza e verità a loro sconosciute.