La secessione dei ricchi
E per l’ambiente sarà
un disastro totale

Non ci sarà più l’ampolla del sacro Po, né i piccoli imprenditori mascherati da vichinghi bellicosi del celodurismo, ma c’è la stella polare della Lega Nord che atterra sul tavolo del consiglio dei ministri camuffata da “regionalismo differenziato” o più gentilmente “asimmetrico”. E’ la secessione dei ricchi del Nord, ovvero la richiesta, da parte delle Regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna) di un’autonomia aggiuntiva su 23 competenze, convinte di saperle gestire in maniera più efficiente dello Stato.

Brutalmente le Regioni del Nord  chiedono il passaggio di risorse, dal bilancio dello Stato al bilancio delle Regioni e vogliono trattenere sul territorio i nove decimi dei tributi erariali nazionali. La Lega si è detta ottimista e Salvini si prepara a portare lo scalpo dello Stato centrale ai suoi governatori senza alcuna opposizione, nel silenzio colpevole degli alleati di governo! E in questa confusa proposizione di una vera e propria riforma di sistema, il Parlamento avrà il ruolo di mero passacarte poiché non potrà emendare il testo finale (regoletta introdotta dal governo Gentiloni) e così, tutti imbavagliati, si sancirà per legge il disimpegno di alcune Regioni da quel principio di equità, alla base della nostra Costituzione. Sono tanti i titoli che Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna vorrebbero annettersi, dall’Economia alla Sanità, dalle Infrastrutture, alla Cultura, all’Ambiente!

Quello che interessa chi scrive, è il passaggio riguardante le circa 60 competenze sull’ambiente. Si va dalla Valutazione d’impatto Ambientale al ciclo dei rifiuti. Con il Ministero dell’Ambiente esautorato su molti capitoli. Scorrendo i vari articoli contenuti nella bozza d’intesa  presentata dalla Ministra degli Affari Regionali Stefani al Consiglio dei Ministri, si legge che il Veneto (art.7) vorrebbe legiferare in materia di “tutela dell’ambiente” ovvero vorrebbe un riconoscimento della potestà legislativa concorrente. Così come l’articolo 8 prevede una nuova potestà legislativa concorrente nella tutela dei beni culturali presenti sul territorio regionale. Con l’articolo 10 si chiede la competenza esclusiva sull’elaborazione del piano paesaggistico, laddove la legge nazionale prevede l’obbligatorietà congiunta tra Ministero e Regioni. E poi (art.11) si vuole il trasferimento dei procedimenti e della totalità delle funzioni  relative alla Valutazione di Impatto Ambientale per le opere ubicate nella Regione. E ancora, si vogliono competenze esclusive sulla pesca, sulle acque minerali e sull’intero ciclo dei rifiuti.

Il governo leghista passa all’incasso di un disegno di disgregazione nazionale, mentre il ministro Salvini, a favore di telecamere, social e consensi, fa la parte in commedia di paladino del centralismo “democratico” preoccupato degli interessi e dei drammi di tutti.  Questa settimana tocca alla Sardegna che va al voto e dove si 8 trasferito a tempo pieno ill Ministro dell’Interno a dispensare benedizioni e promesse ai pastori esasperati, ai disoccupati, alle popolazioni impoverite dalle criticità economiche. Finchè questi tutti, si sveglieranno dalla sbronza e si accorgeranno di essere stati gabbati da chi li schifava ….ma li corteggiava solo per spogliarli meglio!