L’anno che verrà, l’oroscopo politico
(da ridere) del 2020

GENNAIO. Bonaccini vince largamente le regionali dell’Emilia-Romagna. In due schede su tre la croce è a forma di sardina. Borgonzoni grida ai brogli e chiede l’annullamento delle elezioni: “Non è legale fare la croce nella scheda”. Nessun commento di Salvini, a letto con la febbre a 40 e una gastroenterite acuta. Pare sia stata provocata dalle sardine che aveva messo nel panino col salame, al posto della tradizionale Nutella che ha smesso di mangiare da quando ha scoperto che le nocciole sono turche. La Sardina Mattia Santori proclamato beato dal cardinale di Bologna, Zuppi, assistito nella cerimonia da tre chierichetti d’eccezione: il governatore Bonaccini, il sindaco Merola e Roberto Morgantini, il boss delle Cucine popolari che hanno preparato i panini.

FEBBRAIO. La maggioranza M5S, Pd, Italia Viva, Leu firma un nuovo patto di governo. Tra i punti qualificanti del programma ci sono: (OMISSIS). Il premier: “Arriveremo a fine legislatura. Saranno anni bellissimi”. Renzi: Saremo leali. Arriveremo al ’23. Pieno appoggio a Conte”. Di Maio: “Aboliremo la pov… Scusate, era il contratto vecchio. Aboliremo la guerra in Libia”. Zingaretti: “Speriamo in Dio. Una speranza per l’Italia”. Speranza: “Presente. Mi chiamo Roberto. Roberto Speranza”.

MARZO. Conte annuncia con enfasi la riforma della giustizia: “Processi rapidi per tutti. Senza prescrizione. La proposta di legge firmata da tutti i leader della maggioranza. Sarà una giustizia bellissima“. Scoppia alla Camera il giallo delle firme. Nel disegno di legge depositato si leggono chiaramente solo quelle di Conte, Zingaretti e Speranza. Renzi appone un misterioso hashtag in calce al nome: #css23/10. Di Maio invece firma con la sigla L.Di.M. Ci si interroga su due appunti scritti a mano sul retro del documento: “Per i’ malato c’è la china ma pè i’ bischero un c’è medicina” e “isto è ‘nu guappo e cartone”.

APRILE. Conte presenta l’accordo sul decreto contro gli evasori e dichiara: “D’ora in poi tutti pagheranno le tasse. Guerra anche a chi fa fatture false (?) e tiene lavoratori in nero (?). Sarà un fisco bellissimo“. Ci si interroga sui punti interrogativi e sugli autori di due appunti scritti a penna sul retro dell’accordo: “La maiala di tu ma” e “piezze ‘e mmerda”. La capo delegazione di Italia Viva, Bellanova, e Di Maio disertano il Consiglio dei ministri che vara il provvedimento. Renzi conferma con un tweet e l’hashtag #css23/10 il suo sostegno al decreto e al premier. Anche Di Maio twitta il suo sì, con la sigla L.Di.M.

MAGGIO. Un Conte raggiante illustra l’intesa nella maggioranza sulla nuova legge elettorale. Sarà un sistema mobile: proporzionale con sbarramento all’1%, premio di maggioranza ai due partiti più votati, premier interscambiabile. Si chiamerà “Particolarum”. Conte: “Così garantiremo la governabilità. Che si vinca o che si perda, che si stia di qua o di là, alla fine un governo ci sarà”. Soddisfatti sia Renzi sia Di Maio, che questa volta firmano coi rispettivi nomi e cognomi. Zingaretti: “Una schifezza speranza per l’Italia”. Speranza: “Sto facendo le pratiche per cambiare cognome”.

GIUGNO. Scoppia il caso Di Maio per due missioni all’estero. Nel tentativo di mediare tra il generale Haftar e il premier Serraj per abolire la guerra in Libia, scambia la Cirenaica con la Tripolitania e organizza il vertice di pace nel deserto del Fezzan controllato dai jihadisti. L’indomani riprendono nel Fezzan gli attentati terroristici e i combattimenti tra le varie tribù. Inviato a Mosca per sollecitare a Putin un’azione pacificatrice Di Maio gli propone di vendere la Kamchatka a Erdogan per convincerlo a non invadere la Libia. Putin non la prende bene. “Mi ha telefonato Luigi dalla Kamchatka, è in stato di fermo, ho chiamato Putin perché lo rimandi subito a casa”, rivela Salvini su Facebook.

LUGLIO. Di Maio torna sano e salvo in Italia. In una diretta Facebook polemizza aspramente con il premier Conte e con Zingaretti che gli avrebbero suggerito la location del vertice in Libia e l’idea della Kamchatka per Putin. “Hanno fatto tutto aummo aummo”, dichiara. Poi manda a Matteo ringraziamenti con emoticon, cuoricini e la scritta: “Sii nu piezzo ‘e pane”. Salvini ricambia invitandolo al Papeete, dove sta preparando il rilancio della campagna elettorale con una proposta destinata a rivoluzionare l’estate: “Basta macarena in spiaggia e ritmi africani. Si balli il liscio e si canti Romagna mia. Deroghe solo per la pizzica, che mi serve per prendere il voto dei terroni, e il samba, che s’abbina bene col mojito”.

AGOSTO. La Lega tiene a Milano Marittima la convention per il voto anticipato e l’alternativa di governo. Tra le proposte qualificanti, l’abolizione degli scontrini fiscali per i gestori degli stabilimenti balneari e delle discoteche, l’istituzione del Corpo dei Bagnini per cacciare i “vu cumprà” dalla spiaggia, l’estensione della legge sulla legittima difesa contro le massaggiatrici cinesi (solo quelle di spiaggia), nuove norme a tutela dell’italianità contro le badanti ucraine che abbindolano i nostri pensionati per ottenere la cittadinanza: vietati i matrimoni con gli italiani alle under 70. Nessuna restrizione, invece, per i terroni che vendono il coccobello. Sul bagnasciuga dove si svolge la convention i leghisti si dividono tra chi vorrebbe i bagnini armati e chi obietta che la pistola è difficile da nascondere negli slip, e può creare confusione sull’arma.

SETTEMBRE. Nei sondaggi il premier Conte è al top del gradimento mentre Salvini è in calo di consensi ma in aumento di peso: tra mojito e nutella, è ingrassato di dieci chili. L’amico Giggino lo vede in tivù ballare goffamente il samba con una brasiliana in bikini e gli scrive risentito nella chat privata: “Così non ti voglio. Se non dimagrisci non faccio più cadere Conte”. Anche il M5S in calo: dato per imminente il ritorno di Di Battista impegnato da sei mesi a scrivere un esplosivo reportage sulla Giamaica per Il Fatto. Renzi non sfonda, Italia Viva è data al 4%, un punto in più degli odiati alleati di Leu. Il Pd in aumento di mezzo punto, Zingaretti gongola: “Siamo sulla strada giusta, c’è speranza”.

OTTOBRE. Clamorosa, doppia bocciatura per il governo al Senato. Il giorno 22 il disegno di legge sulla riforma della giustizia è affossato in Commissione per un voto di scarto. Il 23 non passa in aula il decreto contro l’evasione fiscale. Una decina di franchi tiratori, pare di Italia Viva e Cinquestelle, mettono in minoranza la maggioranza. Con l’aiuto di un filologo ingaggiato dall’opposizione viene finalmente svelato il significato del misterioso hashtag #css23/10: è l’abbreviazione di #contestaisereno fino al 23 ottobre. Renzi, intervistato, risponde serafico: “Embè, dov’è la notizia? C’ho azzeccato. Dovrebbero darmi un premio”. Svelato anche il vero significato della sigla L.Di.M apposta da Di Maio nei due documenti: Leggi Di Merda”.

NOVEMBRE. Il premier Conte sale al Colle e rimette il mandato. Al termine del colloquio rilascia la seguente dichiarazione ai media: “Il Presidente Mattarella ci manderà a votare prima di Natale. Sono fiducioso. Senza Renzi e Di Maio tra i cabasisi sarà un Natale bellissimo“. Clamorosa bagarre al Senato nell’ultima seduta prima delle elezioni anticipate. Spunta il testo di un accordo segreto tra Salvini, Renzi e Di Maio per far cadere Conte il 23 di ottobre, in tempo per andare al voto prima di Natale e costituire un nuovo governo Lega, Italia Viva e Cinquestelle di destra. Nella rissa che ne segue, Salvini e Speranza vengono alle mani. Ha la meglio Speranza. Salvini sbatte la testa. Ricoverato, perde la memoria. In campagna elettorale torna quello dei tempi di Bossi: insulta i terroni, i grillini, i fascisti.

DICEMBRE. Clamoroso esito delle elezioni politiche anticipate che si svolgono domenica 20 dicembre. Crollano la Lega e i Cinquestelle. Vince a sorpresa, con il 30% dei voti, la lista debuttante delle Sardine. Buon successo anche della lista Conte che arriva al 10%. Italia Viva al 5%. Il Pd risale al 20%. Nasce il nuovo governo Sardine-Pd-lista Conte. Premier, Giuseppe Conte 3. Secchi i commenti degli sconfitti. “Salvini: tutta colpa dei terroni e dei fasci”. Di Maio: “Ha da passà ‘a nuttata”. Renzi: “Maremma maiala, sbudellata, fatta male. Andate tutto a piallo n’culo”. Zingaretti: “Ve l’avevo detto che c’era Speranza”.