Pornage, quella mappa del porno in forma di amore

Forse proprio in un’epoca contraddistinta da continue instabilità di carattere democratico, ma anche più largamente comunitario, in un’epoca in cui la politica da elemento di prospettiva e di visione si è fatta sempre più fortemente megafono dei più deleteri interessi privati, forse proprio in questi tempi in cui confusione e cinismo sembrano prendere d’assalto ogni possibile spazio democratico è necessario provare a parlare di come il sesso influisce e prende forma nelle nostre vite e nella nostra società.

Il sesso dunque come ossessione, compulsione ed elaborazione dei desideri più intimi. Pornage (Il Saggiatore) di Barbara Costa non è un saggio colto sul sesso e le sue dinamiche e ancor meno sulla pornografia, ma qualcosa di ancor più raffinato e utile, ossia un vero e proprio manuale delle pratiche sessuali e pornografiche raccontate da chi sa unire senza alcuna remora estetica pornografia e contemporaneità raccontando la seconda attraverso la prima.

Il sesso come ricorda nella sua bella prefazione al volume Giampiero Mughini è probabilmente l’oggetto che più della politica sa cambiare e agire sulla vita delle persone spesso rivoluzionandone abitudini e geografie fisiche e mentali. La pornografia come pratica e come sogno: Barbara Costa racconta benissimo da affabile narratrice performance, luoghi, pulsioni e i più improvvisi desideri che si annidano tra un percorso in metropolitana, uno sguardo incrociato per caso e qualche minuto passato magari in fila o in attesa del proprio turno in qualche grigio ufficio pubblico. Pornage è dunque una mappa e al tempo stesso un catalogo del porno in forma di amore, ossia della pornografia come tentativo spesso ultimo di partecipazione ed insieme rivoluzione: una società ideale fatta di amanti ideali. Un libro scritto benissimo, un saggio e allo stesso tempo un racconto raro e felice che restituisce al sesso lo spazio che gli spetta sempre in bilico tra ossessione e perversione, tra felicità e abbandono, tra piacere e conflitto, tra performance e amore, legando e slegando di volta in volta le contraddizioni in un godibile gioco di scambi infinito. (Giacomo Giossi)