Polveri sottili in città:
ok il blocco del traffico,
ma serve prevenzione

C’è alta pressione da molti giorni. In molte città italiane e nell’intera Pianura Padana l’aria ristagna. Di conseguenza aumenta la concentrazione di polveri sottili. Le amministrazioni comunali intervengono con una misura tampone ormai classica: il blocco, parziale, delle automobili. Altrettanto classiche sono le rimostranze di chi, in qualche modo o nell’altro, alle automobili è legato: il blocco delle auto non serve a niente. È una misura retorica.

Chi ha ragione, dunque: il sindaco o l’automobilista appiedato?

In questo giorni sono stati chiamati in causa molti esperti del settore. Rubiamo a una tra loro – Cinzia Perrino, che dirige l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR – una metafora che ci aiuta a capire il problema. Poi ci permetteremo di discostarci, ma solo un poco, dalle sue conclusioni: l’alta pressione provoca un blocco nella circolazione dell’aria. È come il tappo su una bottiglia. Meglio, è come chiudere porte e finestre in un edificio in cui ci sono 1000 fumatori che accendono una sigaretta via l’altra. L’aria diventa sempre più satura. Interviene l’amministratore del condominio, che non può aprire le porte e le finestre. Cosa fa? Dovrebbe ordinare a tutti di smettere di fumare. Ma attenzione, questa decisione non rimuove il fumo dall’aria, impedisce che se ne accumuli ancora e ancora.

L’amministratore, però, non ha l’autorità, il potere, la possibilità di ordinare a tutti di smettere di fumare. Perché chi è un stanze lontane, chi si nasconde, chi dice “va be’, basta che smettano gli altri”. Su 125 ha, invece, un potere diretto ed è a loro che si rivolge, sequestrando le sigarette. Proteste: perché a noi sì e agli altri 875 no? L’amministratore risponde: «lo so, siete una minoranza. Ma anche se la mia è una decisione che non risolve il problema, perché solo sbloccando porte e finestre torneremmo ad avere aria pulita nel nostro edificio». Ma il fumo si accumula. Per cui ogni ora che passa, l’aria è inevitabilmente più inquinata. Se anche restasse uno solo a fumare, l’inquinamento aumenterebbe. Se tutti smettessero di fumare l’inquinamento si stabilizzerebbe, ma non diminuirebbe. «Però se voi 125 smettete di fumare, l’aumento sarà un tantino meno veloce. Non un grande progresso. Una limatura. Ma è una limatura che va nella direzione giusta».

Uscendo dalla metafora, come ben spiega Cinzia Perrino, il traffico causa il 25% dell’inquinamento da polvere sottili. Bloccando la metà delle auto, si riduce l’inquinamento a grana grossa del 12,5%. Non è molto. Anzi, è poco. Pochissimo. Una limatura. Ma comunque è una limatura che va nella giusta direzione. Che riduce l’aumento dell’inquinamento. Dunque, nessuna sorpresa se a Roma nel primo giorno di blocco delle auto le centraline che hanno segnalato un eccesso di polveri sottile sono aumentate. È l’effetto accumulo. Senza il blocco, probabilmente, avremmo avuto qualche centralina in più a segnalare pericolo.

Cosa si dovrebbe fare, allora? In generale, agire su tutte le fonti che generano polveri sottili. Dal riscaldamento domestico alle industrie. Per quanto riguarda il traffico, l’ideale sarebbe modificare radicalmente il parco automobilistico e avere tutte e sole auto elettriche (con produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e carbon free, possibilmente), ma anche potenziare il trasporto pubblico.

Dunque i sindaci quanto meno non sbagliano a decretare il blocco della circolazione di un certo tipo di automobili. Semmai devono fare più attenzione a bloccare le auto che inquinano di più. E magari fare in modo che le auto con cui i vigili si muovono per somministrare sanzioni non siano le prime a non rispettare le norme antinquinamento. Certo, resta il fatto che una misura tampone  come blocco del traffico, per di più parziale, non è sufficiente. E i sindaci lo sanno. Per cui se di una cosa possono essere incolpati è di non aver agito per tempo nella prevenzione, controllando le varie fonti inquinanti con maggiore puntualità e agendo sul sistema circolazione: ovvero potenziando i mezzi pubblici di trasporto.

Ora è su questo punto che i sindaci di molte città italiane dovrebbero rispondere: perché il trasporto pubblico urbano, lungi dall’essere potenziato nel corso dell’intero anno, tende a peggiorare, talvolta anche velocemente?