Politica in stallo senza mete e valori

Come partito il cui compito è di elevare la dignità dell’uomo e di renderlo sempre più capace di comprendere la realtà per trasformarla, deve preoccuparci in modo particolare l’estendersi di tendenze irrazionalistiche. Vi sono, ad esempio, atteggiamenti di reazione romantica allo sviluppo capitalistico e di contrapposizione disperata di un mitico passato a uno sviluppo storico, che si svolge in modi necessariamente tumultuosi e contraddittori, ma che comunque va avanti. Vi sono atteggiamenti pseudorivoluzionari di negazione dello sviluppo produttivo, della scienza e della tecnica, e persino del patrimonio culturale, tutti considerati puri strumenti del dominio delle classi sfruttatrici. Atteggiamenti nichilistici di questo tipo vengono persino teorizzati da certi gruppi estremisti, sfociando inevitabilmente in posizioni pratiche meramente agitatorie e distruttive.

Nell’irrazionalismo convergono, così, tendenze di marca oscurantista e reazionaria ed estremismi pseudorivoluzionari. Siamo stati e siamo sostenitori della piena libertà di tutte le espressioni del pensiero e delle arti, fautori del principio della tolleranza nel confronto delle idee. Ma questo non vuol dire rimanere inerti e passivi, rinunciare alla battaglia per affermare una concezione superiore dei rapporti fra gli uomini e per fare avanzare, anche nelle coscienze, la chiarezza della prospettiva politica e di ciò che essa implica anche sul piano dei comportamenti individuali e collettivi, dei modi di vita e degli atteggiamenti spirituali.

All’esasperazione di egoismi individuali, di categoria e di gruppo occorre reagire affermando i valori della solidarietà di classe, popolare e nazionale perché prevalga sempre più una visione degli interessi unitari dei lavoratori e di quelli generali del paese. Contro le tendenze irrazionalistiche e nichiliste e contro le correnti oscurantistiche ci battiamo perché si abbia fiducia nella ragione, nella capacità di intervento degli uomini “in quanto si uniscono fra loro in società”, nel ricercare e trovare vie di uscita dalla crisi che travaglia il mondo e l’Italia.

CI battiamo per la valorizzazione del lavoro, contro il suo sfruttamento, contro ogni forma di dequalificazione, ma combattiamo anche atteggiamenti che giungono alla negazione della necessità umana e sociale di lavorare. Ci battiamo per un profondo rinnovamento della scuola, dell’organizzazione e dell’orientamento degli studi, ma combattiamo anche, con fermezza, atteggiamenti di rifiuto dello studio, dell’impegno e degli sforzi duri, che sono necessari per istruirsi e per elevarsi culturalmente. Siamo per una visione non autoritaria e non codina dei rapporti familiari e morali, ma combattiamo atteggiamenti di lassismo e di irresponsabilità nella vita coniugale e familiare e in tutta la vita civile.

Abbiamo combattuto e combatteremo sempre contro la retorica nazionalistica per smascherare i falsi patrioti, ma riteniamo indispensabile che ci si liberi da quel senso di frustrazione e persino di autodenigrazione purtroppo diffuso oggi in molti italiani. C’è bisogno che in tutto il popolo si affermi un senso nuovo della dignità nazionale.

(Enrico Berlinguer, “La proposta comunista”, 1975)