Perché sono preoccupanti
le strane dimissioni
del Ministro Fioramonti

Le dimissioni del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti mi preoccupano per almeno tre motivi.

Il primo è che Fioramonti merita qualche considerazione per essere stato l’unico ministro dell’Istruzione che si sia impegnato concretamente sulla tematica della sicurezza delle aule scolastiche.  È intervenuto, infatti, alla quarta giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole che è stata celebrata nel novembre scorso. Il ministro ha partecipato anche al corteo che ha raggiunto il liceo “Darwin” dove il 22 novembre del 2008 morì un giovane, Vito Scafidi, travolto dal crollo del controsoffitto della sua aula. E ha convocato poi, nello stesso liceo, l’Osservatorio nazionale sull’edilizia scolastica.

Gliene diamo atto, ma dobbiamo chiederci: è fondata la denuncia del ministro? È vero che i fondi stanziati nella legge di Bilancio sono inadeguati, anzi: del tutto insufficienti?  Se fosse così, a dimettersi non dovrebbe essere il ministro: dovrebbe essere il capo del governo Conte. Mi parrebbe inevitabile, visto che il governo destina all’istruzione briciole proprio nel momento in cui continuiamo a denunciare la fuga di giovani italiani all’estero, la povertà educativa soprattutto in certe aree, la dispersione scolastica come minaccia al futuro.

Oppure dobbiamo pensare che non sia vero che le risorse stanziate siano insufficienti e che, allora, quella di Fioramonti sia soltanto una mossa strumentale per spaccare il Movimeno Cinquestelle, farsi una formazione propria ed alzare il prezzo con Conte.

Ebbene se fosse vera la seconda ipotesi, sarebbe una vergogna: quanto ci costa la politica che lascia le cose a metà? Che ne sarà dei precari della scuola? Dei concorsi tanto attesi? Che ne sarà degli impegni presi sulla sicurezza?

Ma c’è una terza domanda che mi assilla, visto che come nuovo Ministro pare sia in arrivo Nicola Morra che adesso è presidente della Commissione Antimafia.

Ma davvero se ne andrà anche lui dall’Antimafia? Sarebbe un disastro, l’ennesimo cambio della guardia al vertice: perché prima se ne andò il vicepresidente in quota Lega, Solinas per fare il presidente della Sardegna, ora se ne andrà (e questo me lo auguro) la seconda vice presidente, in quota Forza Italia, per fare la candidata presidente della Calabria… E ora pure il presidente, se Morra dovesse davvero diventare Ministro.

Mi chiedo che posto abbia la Commissione parlamentare antimafia nella considerazione di questa Legislatura. Con tutto quello che sta succedendo, è uno spettacolo veramente sconfortante rendere l’Antimafia una specie di parcheggio per personaggi in attesa di qualche migliore occasione.