Per un nuovo
miracolo siciliano

“So che uomo è, ma non ho un’idea precisa della sua potenza. Lei sarà indubbiamente più informato di me”.
“Lo sono, e come se lo sono!… Dunque: Rosello fa parte del consiglio d’amministrazione della Furaris, cinquecentomila lire al mese, è consulente tecnico della stessa Furaris, un paio di milioni all’anno; consigliere della banca Trinacria, un altro paio di milioni; membro del comitato esecutivo della Vesceris, cinquecentomila al mese; presidente di una società per l‘estrazione di marmi pregiati, finanziata dalla Furaris e dalla Trinacria, che opera, come tutti sanno, in una zona dove un pezzo di marmo pregiato non si troverebbe nemmeno se ce lo portassero apposta; consigliere provinciale, e questa è una carica che assolve, dal lato finanziario, in pura perdita, i gettoni di presenza bastandogli appena per le mance agli uscieri; ma dal lato del prestigio…
“Lei sa che è stato lui, in consiglio provinciale, a spostare i consiglieri del suo partito dall’alleanza coi fascisti a quella coi socialisti: una delle prime operazioni che in questo senso siano state fatte in Italia… Gode perciò della stima dei socialisti; ed avrà anche quella dei comunisti se, profilandosi un altro spostamento a sinistra del suo partito, riuscirà anche stavolta ad anticipare i tempi… Posso dirle, anzi, che i comunisti della provincia già occhieggiano verso di lui con timida speranza…
“E veniamo ora ai suoi affari: aree edificabili, nel capoluogo e, si dice, anche a Palermo; un paio di società edilizie in mano; una tipografia che costantemente lavora per uffici ed enti pubblici; una società di trasporti…Poi ci sono più oscuri affari: e qui è pericoloso, anche per pura e disinteressata curiosità, tentare di annusare… Le dico soltanto questo: se mi confidassero che passa dalle sue mani anche la tratta delle bianche, ci crederei senza che me lo giurassero.”
“Non lo avrei mai creduto” disse Laurana.
“Naturalmente… Ma sa com’è? Una volta, in un libro di filosofia, a proposito del relativismo, ho letto che il fatto che noi, ad occhio nudo, non vediamo le zampe dei vermi del formaggio non è ragione per credere che i vermi non le vedano… Io sono un verme dello stesso formaggio, e vedo le zampe degli altri vermi”.
“Escludendo Rosello, chi altro c’è in provincia che abbia, diciamo, gli stessi requisiti?”
“Mi lasci pensare” disse il parroco. Poi domandò “Dobbiamo escludere i deputati, i senatori?”
“Escludiamoli”
“E allora: il commendator Fedeli, l’avvocato Lavina, il dottor Jacopitto, l’avvocato Anfosso, l’avvocato Evangelista, l’avvocato Boiano, il professor Camerlato, l’avvocato Macomer…”
“Problema insolubile. a quanto pare.”
“Eh sì, insolubile: gliel’ho detto prima… Sono troppi, troppi, più di quanto possa credere uno che non sta nello stesso formaggio…”
(Leonardo Sciascia, “A ciascuno il suo”, 1966)