Passeggiare nel parco trascurato
dove anche la musica diventa tabù

Una delle cose che si sta rivelando tra le più entusiasmanti da poter fare con una certa tranquillità è andare a passeggiare in un parco. A Roma uno dei posti più piacevoli è il grande e bellissimo (in teoria) parco di Villa Borghese. Un luogo enorme, pieno di piante, con un bel laghetto con le barche, con un piccolo cinema d’essai, la casa del cinema di Roma, con bar e ristoranti, anche famosi. Con la terrazza del Pincio che si affaccia su Piazza del Popolo. Ma il parco è in completo abbandono, tranne il prato di piazza di Siena dove si svolgeva il concorso ippico ogni anno, nel resto del parco non esiste l’erba, tutti secchi i prati, abbandonate le piante, inciviltà delle persone che buttano tutto quello che gli viene in mente. Controllo di nessun tipo. Una vera sciagura per uno dei luoghi più belli (nonostante tutto) di Roma.

Certo ci sono dei problemi, delle tragedie certo. Il cinema dei Piccoli è chiuso (forse riapre), piccola sala di essai, impossibile il distanziamento. Ha riaperto da poco una sala della casa del cinema, dovrebbe riaprire a fine luglio il Toti Globe Theatre, copia del teatro londinese di Shakespeare, la Galleria Borghese è aperta con prenotazione. Al BioParco sono nati due leoni asiatici, razza in via di estinzione. Solo 500 esemplari rimasti al mondo.

Uno dei drammi di questi tempi riguarda coloro che vivono di musica. A Villa Borghese l’altro giorno c’erano due persone che suonavano in due luoghi diversi, uno vicino alla Galleria Borghese, l’altro vicino al giardino del lago. Il primo suonava la chitarra elettrica, musica pop, rock. Cantando. Aveva davanti a sé, vicinissima, la custodia della chitarra per ricevere un piccolo pagamento. Una delle cose che ci è stata detta più volte è che il virus si diffonde per le vie aeree e più goccioline si mandano in giro, più lontano, più si parla a voce alta. Cantando quindi. E nessuno si avvicinava al cantante, magari qualcuno sostava, mandare così vicino per versare qualche euro era di fatto escluso. L’altro suonava la chitarra normale, e suonava musica classica. Non cantava quindi, aveva un cappello per un contributo a due metri da lui. E quindi la gente che passava poteva ragionevolmente avvicinarsi, e lui ringraziava sommessamente. Piccoli eventi in una città grande e bella. Perché non aiutare nei parchi delle città chi vuole suonare musica per cercare di lavorare un poco? Piccoli spazi per suonare? Invitando ad ascoltare e contribuire?