Ostia, meglio
l’astensione

Non si può scegliere tra un’incompetenza totale e acclarata propria per natura dei 5 stelle e la destra dura, dilagante a Ostia. Se anche i pentastellati riuscissero a governare in un territorio tanto difficile, ci dovremmo aspettare una debolezza tale da non poter frenare cosche e fascisti, e con questi ultimi si potrebbero verificare anche connubi ideologici e quindi amministrativi sulla base di una vicinanza politica che si sta rivelando sempre più stretta.

Il nemico per ambedue gli schieramenti è solo la sinistra. Fatta fuori quella non riesco a pensare i cinquestelle come antidoto alla destra che già comanda, attraverso malavita e violenza, sul litorale.

Non voterei, sceglierei l’astensione, sperando che altri la pensino come me e che facendo altrettanto, si raggiunga una percentuale altissima. Sarebbe l’unico segnale davvero clamoroso del rifiuto della società civile a prendere parte a una contesa che ha già contorni foschi e preoccupanti.

Sarebbe la prima volta in vita mia, non ho mai pensato di astenermi dal voto che ritengo un dovere democratico. Ma se fossi un cittadino di Ostia non parteciperei a elezioni che non rappresenterebbero un briciolo di ciò che sono e che penso.

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