Orbán ha perso
la partita con il virus ma ancora non lo sa

Sembra una favola e purtroppo non lo è. Mentre c’è chi nel virus lotta fra la vita e la morte, c’è anche chi approfitta della emergenza per farsi eleggere capo supremo di un paese. Non stupisce tanto il racchiudere in sé nella propria persona i poteri di uno stato: Xi Jinping lo ha già fatto, Erdogan lo ha preceduto, e Netanyahu ha già chiuso il parlamento israeliano, e Duterte ha dato ordine di sparare su chi non rispetti la quarantena. Quello che sorprende è l’illimitatezza nel tempo del potere che Viktor Orban ha chiesto e ottenuto.

Mentre il mondo sta lottando contro il Tempo per frenare la riproduzione del virus e per avere un vaccino in tempi brevi, c’è chi al Tempo chiede di conferirgli l’eternità.

vicktor orbanSecondo ciò che il parlamento ungherese ha votato, con 137 voti a favore e 37 contrari, Orbán a sua discrezione e senza fine potrà prolungare lo stato di emergenza, in vigore anche in Ungheria dalla prima decade di marzo, senza chiedere il voto del Parlamento. Il conferimento dei poteri significa anche la sospensione per decreto di alcune leggi e l’introduzione di misure straordinarie atte a garantire la salute, la sicurezza personale e materiale e decisioni sulla politica economica. E tutto ciò a discrezione del Capo Supremo. Ma uno degli aspetti più interessanti della nuova realtà di Orbán, oltre alla lotta contro il virus Covid-19, è l’aver trovato anche un modello per contrastare le fake news, per ora solo quelle in merito al virus ma in tanta illimitatezza si potrà immaginare un ampliamento, poiché sarà sufficiente che il Premier lo voglia per attuarlo. Insomma, secondo la norma approvata, chi diffonderà notizie false sul virus o sulle decisioni del governo rischierà fino a 5 anni di prigione: ed i primi ad essere accusati sono state le testate giornalistiche che ancora sopravvivono nel paese.

Sicuramente la prima battaglia fra il rappresentante della natura, il virus Covid-19 e il premier Orbán, rappresentante del sovranismo, è stata vinta dal Covid-19, e senza che il premier se ne sia accorto.

Il virus ha costretto il suo rivale nell’angolo dei propri confini, e quella che per Orbán era una sua precisa volontà e strategia, diventa la mossa che lo porterà a dover lasciare il potere.

Al Premier, e a quanti sono come lui, manca quella identità di specie che rende una specie più forte rispetto alle aggressioni della Natura. E per Natura noi, oggi, dobbiamo intendere anche l’ipotesi di un Coronavirus creato in laboratorio, poiché fa parte dell’uomo immerso nel suo antropocene, ma quale sia stata la causa scatenante la pandemia resta, e c’è.

Non pensare ad una identità di specie, ma ad una identità nazionalistica, sovranista, significa non aver chiaro a cosa si sta cercando di impedire che faccia molte vittime nella specie umana. Non siamo in guerra contro il virus, stiamo solo cercando di rendere inefficace una malattia. Chiudersi e isolare le proprie frontiere, come dire chiudersi nel proprio castello feudale in attesa che la peste passi, non vuol dire che la peste temuta non sia già entrata nella fortezza. E qui il Premier assicura che il virus, così segregato nei confini ungheresi, non potrà sfuggirli. Il virus comunque, sebbene sia intelligente, certo non è in grado di leggere la stampa o le fake news, ovvero gli strumenti di quegli umani che si sarebbero alleati con il virus. E qui siamo proprio nella fantascienza e nella distopia più profonda, buona per far passare qualche ora a qualche annoiato dalla quarantena. Ma facciamo l’ipotesi che la clausura, in stile assolutistico, ottenga il risultato prefisso e l’Ungheria divenga “virusfrei”. E che assieme al virus questa sia stata anche la sorte toccata ai suoi alleati politici. Bene! Si dirà: ora l’Ungheria potrà riaprirsi al mondo. Ma è di un virus, però, che stiamo parlando non di un regime politico! In ogni straniero, leggi non ungherese, si potrà annidare il portatore di virus. E in ogni ungherese, che si sposterà dai propri confini nazionali, potrà verificarsi un nuovo caso di contagio all’estero e un rimpatrio con diffusione di epidemia. Milioni di umani passerebbero a miglior vita.

Quindi, il virus ha già più o meno costretto l’Ungheria, con il suo Premier, a vivere isolata dalla specie umana. Il colpo finale però il premier se lo è dato, e a tutto vantaggio del virus, avocando a se non solo i poteri illimitati ma anche l’illimitatezza nel tempo. Ovvero,il suo potere cesserà quando dichiarerà di avere sconfitto il Coronavirus. Ma questo significherà anche che il Premier smetterà di esercitare quel suo potere, che non è eccezionale ma una struttura profonda della identità sovranista. Finito il virus finirà il potere di Orbán. C’è da pensare, che – così come il leader magiaro ha chiesto poteri illimitati ed estesi per sconfiggere un virus grande circa 160 nanometri e che può durare al massimo qualche ora o giorno, ma in questo esiguo spazio di tempo distruggere per anni vite umane – Orbán non accetterà mai che il suo nemico sia scomparso per sempre, e che lui dovrà restare al potere per evitare che il virus ritorni. Poiché nessuno scienziato potrà mai affermare, dando certezze al Premier, che il Covid19 o un altro virus non si presenti a minacciare il paese e il suo Premier. Così il Tempo si espande e i poteri speciali restano.

C’è un altro sovranista che ha voluto spendere il suo Tempo per la causa contro il Coronavirus. Il leader della Lega, Salvini, in una trasmissione televisiva ha detto che rinunciava a ben 5 o 10 secondi del tempo del suo intervento per dedicarlo alle vittime del Coronavirus! Insomma, forse, noi non ci rendiamo conto di quale grande sforzo abbia fatto il leader leghista, di dare 10 secondi del suo tempo televisivo per ricordare le vittime del Coronavirus. Sono finiti i tempi del minuto di silenzio! Ora si viaggia sui secondi e sui centesimi di secondo. Poiché è sicuramente più importante che Salvini impieghi il tempo a disposizione per dire ciò che pensa, piuttosto che, contrito, tacere realmente di fronte alla morte.

Così è immaginabile che, di quella eternità di cui Orbán si è investito, cederà agli ungheresi pochissimi centesimi di secondo di libertà, prima di riprendere il controllo, il comando, e il potere assolutistico contro i nuovi virus, che già si profilano all’orizzonte. Ormai, la chiave di accesso al potere assoluto è stata trovata. E chissà, quella chiave, da oggi e un prossimo domani, quante porte chiuderà, trasformando le giuste quarantene in tante indegne carceri.