Olanda, no alla pesca a strascico dei dati

Col referendum consultivo del 21 marzo scorso in Olanda qualcosa è cambiato. Nella stessa data si sono tenute le elezioni amministrative in molti centri, con una crescita di GroenLinks, i Verdi di Sinistra, il primo partito da Amsterdam a Utrecht e altri centri. La sorpresa è però venuta dal referendum abbinato alle votazioni locali. Una sorpresa che pesa nel dibattito in Europa su sicurezza e democrazia.

La domanda posta ai cittadini era: “Sei favorevole o contrario alla legge del 2017 sui servizi di informazione e sicurezza?”. Il provvedimento, in tutto 172 articoli, era stato approvato a febbraio dell’anno scorso dalla Seconda Camera (deputati) e a luglio dalla Prima Camera (senatori). Subito dopo, un gruppo di studenti dell’università di Amsterdam, sostenuto dall’associazione Bit di Libertà (Bits of Freedom, BoF) e da alcuni partiti di sinistra o liberali, aveva iniziato a raccogliere firme per una consultazione popolare. Sono state raggiunte 384.126 richieste ritenute valide.

Il governo vorrebbe far entrare in vigore la nuova legge a maggio. Saranno però necessarie alcune modifiche. Al referendum della scorsa settimana infatti il 49,5 per cento dei votanti ha detto no alla legge, mentre il 46,5 per cento è favorevole. Sono state smentite le previsioni. In base alla normativa così com’è oggi, il servizio di informazione e sicurezza civile, AIVD, e quello militare, MIVD, potranno scaricare anche i dati di dispositivi, cellulari o computer, che appartengono a persone estranee agli accertamenti. Questo significa che i servizi potranno intercettare informazioni in transito senza sapere necessariamente prima su chi vogliono indagare.

Una “pesca a strascico” di dati futili o confidenziali, industriali o scientifici, clinici o legali che non piace a molte aziende, associazioni e singoli cittadini. Alcuni esperti di sicurezza nazionale, d’altra parte, pensano di poter così prevenire più velocemente i rischi. La legge prevede anche che i servizi possano sorvegliare attraverso terzi. Se vogliono entrare nel computer del signor X, ma hanno problemi difficili da aggirare per varie ragioni, possono inserirsi ad esempio nello smartphone del suo amico Y, inserendo un link che conduca a X. L’AIVD e l’MIVD potranno condividere le informazioni con i servizi di Paesi amici anche in forma grezza, senza un’analisi preventiva.

Scomponendo la mappa del voto si vede che il “Nord Rosso” del Paese, Frisia in testa, e le grandi città come Amsterdam hanno votato contro la legge, mentre si sono espresse a favore altre zone. C’è stato il 4 per cento di schede bianche: chi ha preferito non scegliere ha comunque confermato di credere nell’istituto del referendum consultivo, che il governo ha intenzione di eliminare per legge. Proprio nel “Nord Rosso”, dove pure in molte città il referendum non coincideva con le elezioni amministrative, gli olandesi sono comunque usciti a votare, anche senza fare una scelta di campo.

Bits of Freedom continuerà a coinvolgere l’Europa in questa azione, sotto l’ombrello dell’EDRi, l’Organizzazione europea per i diritti civili digitali. Si decide su strategie anti-crimine, sull’incolumità dei cittadini. E contemporaneamente sulla privatezza e libertà delle comunicazioni. Per estensione giuridica anche dell’informazione. Tutti titoli di cittadinanza menzionati in 150 costituzioni nel mondo, che vengono ricondotti al diritto naturale e affermati a partire dal 1700. Hans de Zwart, direttore di Bits of Freedom, osserva che “questi diritti sono stati costruiti in un mondo offline nel corso di secoli perché sono incredibilmente importanti per gli individui, per una società giusta e per una democrazia che funzioni in buona salute”.

Oggi i cittadini e i loro politici, assieme a chi deve custodire la sicurezza, devono cercare di mantenere queste “gambe” della democrazia, che fanno camminare una comunità. Se la legge non sarà cambiata, soprattutto eliminando l’idea di “pesca a strascico” indiscriminata di dati, Bits of Freedom si rivolgerà alla Corte Europea. Amnesty International sostiene Bits of Fredom e chiede una legge più attenta alla privacy. Edward Snowden, che ha raccontato da sentinella del pubblico i metodi di lavoro dell’agenzia statunitense per la sicurezza NSA, twitta agli olandesi: “restate liberi!”. Un bel dilemma, pratico e non solo filosofico o giuridico: tirare una riga tra sicurezza e democrazia non sarà facile. C’è tuttavia un ultimo aspetto, meno nobile e molto più prosaico da menzionare: il business mondiale della sorveglianza online, esternalizzato spesso a grandi compagnie, è lucroso e pesa troppo spesso sulle scelte dei governi.