Nonna Roma si prende cura dei diritti. Dimenticati, ma di tutti

Volontari, associazioni, movimenti e soprattutto idee: dietro Nonna Roma c’è una galassia che si organizza, interviene, costruisce. Ecco la seconda puntata dell’inchiesta su cosa c’è dietro (e davanti) al nome Nonna Roma.

Qui il link alla prima puntata.

 

Il diritto alla casa, la scuola, la burocrazia incomprensibile, le opportunità di lavoro per chi è ancora in condizione di mettersi in gioco: sono i grandi problemi esistenziali che emergono attraverso il banco alimentare. E non solo.

Diritto alla casa

A Svetlana è capitato tutto insieme: la padrona di casa ha chiesto un aumento, lei è rimasta incinta del secondo figlio, lui ha perso il lavoro. “Non ce li avevamo, non avevamo i soldi per pagare l’affitto”. Purtroppo la disperazione la spinta a parlare troppo tardi, quando lo sfratto era già esecutivo, in una situazione in cui il locatore non aveva urgenza. “Di solito guadagniamo tempo con l’avvocato, in tribunale”. È stata una situazione difficile che ha cementato la solidarietà. “Io mi vergogno, me ne devo andare”, diceva Svetlana. “Ma dove vai?”. Andavano a prendere un tè da lei, il giorno in cui si sarebbe presentato l’ufficiale giudiziario, racconta Gabriele, volontario al banco alimentare, si sono aggregati anche altri utenti, un ragazzo italiano, una ragazza marocchina. È cominciato il gioco a rimpiattino con l’addetto del tribunale: “Da qui non se ne va nessuno”. È nato il bambino, era un pupone di sei mesi quando le cose si sono finalmente un po’ riorganizzate con il lavoro, che stenta ancora, e un’altra casa.

via cardinal caprarica, lotta per la casa, via della primavera
Il diritto alla casa è stato il maggior veicolo di lotta, di battaglia anche ideale e politica, c’è stato il caso di Torrenova, Suzana è una giovane mamma rom che ha scelto di lasciare il campo con le sue quattro figlie, tutti i titoli per l’assegnazione della casa popolare. “Lavoro e pago le tasse”, ha postato su facebook quando è cominciata la gazzarra della destra sostenuta dalla Lega capitolina.

Per lei si sono mobilitate insegnanti e genitori della scuola Simonetta Salacone, dove vanno le bambine, e la gran parte degli inquilini. La destra soffia sul fuoco del “prima gli italiani”, vuole mettere un criterio di “residenzialità” nel punteggio per l’assegnazione, quando è ben noto il problema: a parte il fatto che in Italia non si fanno piani di alloggi pubblici da 40 anni, le vecchie case popolari sono costruite per famiglie numerose e per legge tutti quei metri quadri non possono essere assegnati all’anziano o all’anziana sola. NonnaRoma, maestre, genitori, associazioni rom, hanno fatto i turni anche di notte per non lasciare sola Suzana e le bambine.

Da Torrenova a Casal Bruciato

Poi c’è stato l’episodio di Casal Bruciato, ora l’emergenza sono gli sgomberi. Il 22 luglio Daniele Leppe, avvocato, Alberto Campailla e Stefano Fassina sono andati a visitare gli sgomberati della scuola di Primavalle portati dalla parte opposta della città, a viale Primavera. Riporto dal post su FB: “Abbiamo trovato degli ambienti assolutamente inadeguati ad accogliere delle famiglie con dei bambini. Letti pieni di cimici, serrande rotte, caldo soffocante in tutte le stanze, porte prive di serratura, finestre basse e prive di grate, estremamente pericolose per bambini piccoli, mancanza di luoghi dove cucinare. Insomma, un dormitorio. Tra l’altro questa struttura che abbiamo visitato ospita, nel contempo, dai barboni agli sgomberati di Carlo Felice e Torre Maura, ed oltre 30 bambini provenienti da Primavalle. Bimbi che, ad oggi, ancora non sanno a quale scuola dovranno iscriversi visto che il comune non ha ancora trovato una sistemazione definitiva per i nuclei familiari sgomberati”.

nonna romaDopo il sopralluogo nella struttura sono state irrigidite le regole e non è stato più consentito l’ingresso a estranei, ma dall’interno gli abitanti hanno fatto sapere che si sta provvedendo a migliorare le condizioni di vita.

Ora ci si prepara ad un altro sgombero, il prossimo annunciato è quello di via Tempesta, 30 famiglie -70 persone. Proprietario dell’immobile è l’Ordine di Malta che chiede, prima che si proceda, soluzioni abitative alternative. Invece le istituzioni italiane seguono solo il cronoprogramma. Ancora più drammatica è la situazione allo stabile di via Caravaggio, anche questo immobile è nella lista dei prossimi sgomberi. Unica cosa buona, il Campidoglio si è deciso ad aprire un tavolo con tutti i soggetti coinvolti nelle occupazioni.

Diritto allo studio

La libreria Todomodo, a via Bellegra, al Prenestino, ha uno spazio molto bello interno e esterno, spesso ci sono eventi musicali, ci si siede fuori e su può anche mangiare qualcosa.

nonna roma È una libreria di quartiere e fa fatica a vivere, il programma degli eventi e le trasferte nelle feste estive aiutano, e al tempo stesso arricchiscono un profilo che, in una realtà in cui l’offerta culturale è scarsa, è manna. Quando passo, di mattina, un utente di NonnaRoma, senza casa, si sta facendo la barba in giardino, davanti a uno specchio lì sistemato. Qui, durante l’anno scolastico, il sabato mattina, si fa doposcuola. Il disagio più le difficoltà della lingua o la scarsa istruzione possono rappresentare un handicap per i bambini. E il doposcuola aiuta anche i genitori al lavoro.

La burocrazia è un animale feroce

Daniele Leppe utilizza il suo mestiere di avvocato nel volontariato politico. “Per il patrocinio gratuito – racconta – il migrante deve fornire un documento in cui si dimostra che non ha proprietà nel paese di provenienza. Una cosa praticamente impossibile”. Lui li assiste lo stesso, rinunciando alla parcella pagata dallo Stato, ma è chiaro che altri avvocati non lo fanno e questo rappresenta una difficoltà in più per i migranti.

Racconta il caso recente di un genitore etiope, che ha due bambine. “In Etiopia quello che viene riconosciuto nella comunità non è il cognome ma il patronimico. Nel suo caso, una delle due bambine era stata registrata con il solo cognome e questo le avrebbe potuto creare problemi nella comunità di provenienza”. Sono frequenti i casi di trascrizione errata dei nomi. C’è stato il caso di “due bambine del vicentino, una delle due non aveva il cognome del padre. Di conseguenza la mamma risultava una ragazza madre”.

L’importanza di via Modesta Valente

Il racconto di Daniele continua: “Ci sono persone senza fissa dimora con il domicilio fittizio, quello di Modesta Valente a via Dandolo. Arrivano lì bollette scadute, assicurazioni non pagate, multe per un’auto abbandonata, tasse legate a una partita Iva mai chiusa”. La vita precedente si presenta come un fantasma a persone che hanno ormai perso tutto, è frequente il caso di padri separati che hanno lasciato la casa alla famiglia e che non hanno più dove vivere, che dopo la famiglia perdono il lavoro. “Cifre che a noi possono apparire risibili, pagamenti per i quali magari ci innervosiamo ma, insomma, paghiamo e la vita continua, 200-300 euro, possono apparire una montagna insormontabile a chi non ha più nulla”. L’avvocato prova a farle togliere, oppure si organizzano collette.

via cardinal caprarica
Un altro aspetto su cui l’aiuto è molto importante è la compilazione dei moduli, vale per gli stranieri, vale per gli italiani, per fare richiesta di casa popolare oppure per dichiarare la morosità incolpevole. Talvolta anche banalmente, per sapere a cosa si ha diritto.

Un’altra forma di aiuto anche legale è relativo alla compilazione dei moduli per l’assegnazione delle case popolari o la compilazione dei moduli per la morosità incolpevole.

C’è l’incubo delle cartelle esattoriale inviate in via Dandolo dove è il domicilio “via Modesta Valente”: la bolletta dell’acqua, una partita Iva mai chiusa, un’auto abbandonata. Si fanno collette o, se si riesce, si fanno togliere.

Mettersi in gioco, inventarsi un lavoro

Loredana è una ragazza madre, il figlio ormai un ragazzo – un bravo ragazzo che può badare a sé stesso -. Simona ha trent’anni e una famiglia numerosa alle spalle, sono tre figli, il papà è disoccupato. Entrambe hanno esperienza di ristorazione, nelle mense, negli ospedali, nei bar come banchiste. Sono protagoniste di una sfida difficile, che non tutti gli utenti del banco alimentare sarebbero in grado di affrontare. Con loro ci sono Petunia, una simpaticissima trans che ha completato il percorso da M a F e Enrico, che è stato giornalista – per problemi di salute è uscito dal mercato del lavoro – e si occuperà dell’amministrazione, delle relazioni esterne, della comunicazione.

Hanno tutti fatto un corso e ora sono ai blocchi di partenza con “Dal buonista” che fa catering e aspira ad assumere una fisionomia giuridica per poter accedere al Mepa, la piattaforma per gli appalti pubblici. Hanno organizzato loro il “fingerfood” (ottimo) per il compleanno di Nonna Roma al circolo Sparwasser. Avete in programma una festa per una qualsiasi ricorrenza? Un battesimo, una laurea… Scrivete a Nonna Roma per ingaggiare “Dal buonista”. Sono veramente brave/i.

nonnaromav@gmail.com

Fb: associazione NonnaRoma