Non ci resta che la disobbedienza civile. Durissima

Sembra tutto finto, sembra un film dell’orrore. Ma davvero vogliono far scendere, non riuscendovi, i migranti in catene dalle navi che li hanno portati in salvo? Ma davvero va ammessa la tortura come arma di investigazione plausibile per polizia e carabinieri? Ma davvero è possibile espellere dalle scuole elementari ragazzi di altre etnie perché in soprannumero? Ma che paese sta diventando l’Italia?

Foto di Ella Baffoni

Sta diventando il paese della destra xenofoba e estremista, dominato da figure senza qualità che cercano di stabilizzare la politica del rancore per creare uno stato che diventi autoritario e, sulla scia di altre esperienze europee, impregnato di razzismo e di rivalsa verso chiunque ha cercato di ostacolare il cammino dei nuovi potenti. E’ il più grande assalto alla democrazia che noi europei abbiamo conosciuto dopo il fascismo.
I grillini sono dentro questo processo che si alimentato con molte loro idee ma sono anche schiacciati dall’invadenza dell’alleato “nero”. Ma non sono i populisti la componente politica che ha legami internazionali pericolosi. C’è ormai una internazionale nera che vede radunati i peggiori figuri della nuova storia europea. Roba da far rimpiangere il Muro di Berlino.
La destra italiana deve essere combattuta senza se e senza ma e con strumenti di lotta ricavati dalle vecchie tradizioni della disobbedienza civile. Non sarà un pranzo di gala. Ci faranno male, gli dobbiamo far male.
Bisogna, è il mio assillo, impedire che alla minoranza facinorosa si aggiunga una minoranza di vili e di spaventati. In Ungheria, a Budapest, la campagna di destra contro lo spettacolo “Bill Eliot”, la storia del ragazzino che amava la danza, stigmatizzato come spettacolo gay, ha dovuto chiudere i battenti perché la gente, impaurita dall’assedio rumoroso e minaccioso degli omofobi, ha avuto paura di andare a teatro.
Qui c’è tanta gente che sta aspettando di vedere come andrà a finire, che spontaneamente è favorevole alla linea dura contro migranti e rom, che scarica su questi disgraziati le proprie difficoltà di vita.


Il renzismo è stata una ventata distruttiva che ha facilitato il compito della destra. Renzi è passato come un rullo compressore sulle culture democratiche, sulla società civile, si è nutrito di odio anti-politico per cui, dopo, è stato facile per la destra vera accantonarlo e prendere il sopravvento.
Non voglio occuparmi del Pd. E’ una vicenda di nessun interesse per me. Voglio solo che ci si abitui collettivamente e individualmente ad una battaglia di disubbidienza civile che restituisca coraggio a chi lo ha perso, che restituisca umanità a chi la vede scomparire, che restituisca voglia di lottare a chi comincia ad avere paura.
Tante volte nella vita pubblica di questo paese abbiamo avuto il sospetto di stare combattendo i “mostri”. Questa volta è vero, sono arrivati. E allora facciamo come abbiamo imparato a fare negli anni in cui chi ci combatteva si faceva male, politicamente.