No alle caramelle
dagli sconosciuti
(neanche in treno)

La cura peggiore del male. Un’idea davvero imbarazzante quella delle Ferrovie dello Stato che non sapendo cosa fare per non incorrere in polemiche, ma sentendosi in dovere di celebrare “la Festa della donna l’8 marzo” hanno fatto sapere che distribuiranno alle clienti in viaggio in quel giorno una bella caramella gialla, al gusto di limone, gommosa al punto giusto, di quelle che si attaccano al lavoro del tuo dentista. Una piccola pallina ad evocare quelle delle mimose. Non un’idea, un’ideona.

Sia chiaro, non a tutte le viaggiatrici. Solo alle privilegiate che siedono in Executive (240 euro prezzo base da Roma a Milano) o a quelle che si possono permettere un menù Easy gourmet o usufruiscono del bar o del ristorante. Per le altre niente, secondo un atteggiamento selettivo basato sul portafoglio che quello di Salvini nei confronti degli immigrati appare riconducibile a un disponibile e raffinato gentiluomo. Ovviamente caramelle sì ma alle ricche e solo “fino ad esaurimento scorte” recita il comunicato aziendale, stupido ed anche tirchio, che denota la preoccupazione di dover fronteggiare frotte di donne desiderose di addolcirsi per un minuto, anche meno, la vita a spese dell’azienda.

Dopo un po’ il geniale comunicato è stato rimosso. Ma i social non perdonano. E le tracce di questa idea idiota, non si sa se definitivamente deragliata, stanno viaggiando in lungo e in largo. Si spera che sia finita qui la questione. Anche perché lanciando la sfortunata idea le Fs non hanno tenuto conto che in quel venerdì ci sarà anche uno sciopero dei trasporti.

L’idea però in sé è un segnale. Un altro. Ed è sicuramente rivelatrice dell’approccio difficile che chiunque, azienda, singolo, gruppo, familiari, amici, comunque uomini, hanno nei confronti delle questioni che riguardano le donne. A cominciare innanzitutto da una celebrazione (e non di una Festa) che troppo spesso è vissuta come momento assolutorio per i comportamenti dei rimanenti giorni dell’anno in cui prevale l’indifferenza, l’assenza, la competizione, la violenza, nei casi estremi il femminicidio giustificato ora anche come conseguenza di una tempesta emotiva.

Considerazioni amare ma purtroppo autentiche. Non valgono per tutti gli uomini, sia chiaro. Le generalizzazioni in questo caso più che in altri rischiano di diventare assolutorie. Ma per molti sì. E in tanti nemmeno se ne rendono conto dando per scontato atteggiamenti e abitudini secolari che fin qui non hanno trovato nessun interesse a cambiare. E perché dovrebbero farlo. Detto dal loro punto di vista.

Le donne anche l’8 marzo, e non solo, hanno scelto di far sentire la loro voce. Lo faranno anche quest’anno. Sperando che prima o poi l’altra metà del cielo riesca ad andare oltre la mimosa e la caramella che, ce lo insegnano da piccole, non si accetta mai da uno sconosciuto…