Nilde, sobrietà e tenerezza
dentro e al di fuori della politica

Avevo visto Nilde Iotti la prima volta da vicino al XII Congresso del PCI a Milano nel 1972. Mi avevano chiamato alla Presidenza come giovane operaia meridionale. Ero lì, a pochi metri da lei. Potevo osservare la sua calma, il sorriso contenuto, la sobrietà, insieme alla eleganza del suo abito. Poi ho ascoltato il suo intervento, denso di contenuti, ma pronunciato con parole semplici e dirette.

L’avevo poi rivista alle Frattocchie, prima del referendum sul divorzio. Ero stata convocata con tutte le responsabili femminili delle federazioni del PCI per discutere l’impostazione della campagna referendaria. Lei, nel suo intervento ci rese consapevoli che la campagna andava svolta con equilibrio e misura, senza toni anticlericali, perché la giusta battaglia si poteva vincere solo conquistando il voto cattolico. Quante cose ho imparato allora!

Poi mi trovo a Montecitorio nel 1979 e la prima cosa cui sono chiamata è eleggere Nilde Iotti alla Presidenza della Camera dei Deputati. Che fortuna essere lì in quel momento, votarla, vederla su quel seggio e ascoltare il suo discorso.

Sono stata ancora più fortunata, quando nella X Legislatura, nel 1987, ho potuto collaborare con Nilde nell’Ufficio di Presidenza della Camera come Segretario. Il nostro rapporto si è consolidato, condividendo con lei scelte, a volte anche molte difficili. È stato già detto tutto della sua immensa capacità di presiedere l’assemblea con equilibrio, fermezza e autonomia. A me, qui, piace ricordarla come una amica adulta, più esperta che fa crescere e protegge le più giovani.

Ho dei ricordi di lei anche fuori dal lavoro, come quella volta che ho cenato, nel suo appartamento di Montecitorio. C’era anche Adriana Lodi, una deputata di Bologna, sua amica, e Nilde ha cucinato lo stracotto al barolo, il piatto preferito di Togliatti.

Nell’estate del 1988, insieme ad Adriana, suo marito e sua madre sono andata in vacanza in Sardegna dove abbiamo raggiunto Nilde con la sua famiglia. Andavamo a mare la mattina, cambiando sempre spiaggia, con la scorta al seguito. Lei cercava in tutti i modi di mimetizzarsi, ma la riconoscevano e la salutavano con affetto. Durante la vacanza abbiamo fatto una gita in barca, Nilde, la figlia, i suoi due nipotini, Adriana, suo marito ed io. Ad un certo punto il mare si è ingrossato e abbiamo avuto tutti paura. Lei, con molta calma, ci ha rassicurato e intonata Sebben che siamo donne esortandoci a fare altrettanto. La paura è andata via! Un’altra volta, durante un pranzo alla Maddalena, chiacchierando, abbiamo ricordato Togliatti. A quel punto, Nilde ha preso la borsa, ha sfilato il suo portafoglio, l’ha aperto e ci ha mostrato una foto di Togliatti, esclamando con amore “era bello vero?”.

Il 10 aprile 1920 nasceva Nilde Iotti, dirigente comunista, presidente della Camera. In occasione del centenario pubblichiamo, in collaborazione con la Fondazione Nilde Iotti, una serie di testimonianze sulla sua figura e sul ruolo svolto nella storia del Pci e della Repubblica italiana.

 

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Nilde Iotti, il volto della Repubblica di Pietro Folena

Quel giorno che mi salvò da un processo ingiusto di Rosa Russo Jervolino

Nilde, regale e disponibile di Franca Chiaromonte