Landini: 1° maggio per
un’Europa del lavoro
non della finanza

“Buon primo maggio a tutte e tutti.
La festa dei lavoratori è una giornata importante non solo per il sindacato. Fin da quando è nata è stata contrassegnata dalla lotta per i diritti dei lavoratori, per unificare il mondo del lavoro, per ridurre le diseguaglianze, per emancipare chi lavora.

Allora la rivendicazione fondamentale era quella della riduzione dell’orario: otto ore per lavorare, otto ore per riposare, otto ore per vivere. Era il tema dei tempi di vita e di lavoro, attuale allora come oggi.

Redistribuire il lavoro è una delle battaglie che dobbiamo intraprendere. Vale per le imprese in crisi, che hanno bisogno di ridurre la produzione e redistribuire il lavoro che esiste può essere una soluzione da perseguire. Vale per un futuro che si immagina ad alta intensità di utilizzo di macchinari e a basso contenuto di lavoro umano. Il tema del controllo sugli orari è reale anche per chi, in epoca di algoritmi, rischia di essere sempre “connesso” e non essere mai davvero a riposo. È attuale per chi, costretto a lavori precari o a part time involontario, di ore da lavorare ne ha davvero troppo poche. E in realtà stiamo parlando della qualità del e nel lavoro e di un nuovo stato sociale.

L’Europa che vogliamo è la parola d’ordine della manifestazione nazionale di Cgil Cisl e Uil che quest’anno si svolgerà a Bologna. L’Europa che vogliamo è quella dei diritti, non della finanza; l’Europa del lavoro dignitoso, non della precarietà; l’Europa del buon lavoro, non dello sfruttamento e del dumping tra paesi ricchi e poveri dell’Unione.

Vogliamo cambiare l’Europa e la vogliamo cambiare in meglio. Vogliamo modificare le politiche di austerità che hanno aumentato le diseguaglianze e ridotto a merce il lavoro di tante persone. Vogliamo un’Europa del welfare, un’Europa che si preoccupi degli ultimi, che crei occupazione e redistribuisca ricchezza.

Qualità del lavoro significa che uomini e donne devono avere gli stessi diritti, le stesse tutele, lo stesso salario.

Qualità del lavoro significa porre fine alla strage che si compie ogni giorno sui cantieri, nelle fabbriche, nei campi coltivati assumendo la salute e la sicurezza come priorità imprescindibile.
Qualità del lavoro significa avere rispetto dell’ambiente e discutere di cosa si produce, di come si produce e del perché si produce.

A Bologna saremo in tante e tanti, come in migliaia saremo nelle diverse piazze in ogni città del nostro Paese. Festeggeremo e lotteremo insieme come è sempre stato. Lotteremo anche per quei lavoratori e quelle lavoratrici, soprattutto lavoratrici, che domani non potranno essere con noi perché costretti a lavorare. Lotteremo non solo per difendere i diritti che abbiamo conquistato, ma per allargarli ed estenderli anche a chi oggi non li ha.

Viva le lavoratrici e i lavoratori. Viva il primo maggio. Viva Cgil Cisl e Uil”.

Maurizio Landini
Segretario Generale Cgil