Macerata, niente cortei
Ma la destra si scatena

Stamattina a Roma uno striscione inneggiante allo sparatore di Macerata. In rete una ridda di ammiratori della testa tatuata. La vicenda, agitata come una bandiera elettorale dalla destra, tutta la destra, continua a dividere. L’Anpi, che aveva ieri indetto una manifestazione antifascista sabato, a Macerata, ha deciso di raccogliere l’appello del sindaco a non organizzare raduni di piazza. “Chiedo a tutti di farsi carico del dolore, delle ferite e dello smarrimento della mia città – aveva scritto il sindaco del Pd Romano Carancini – si fermino tutte le manifestazioni, si azzeri il rischio di ritrovarsi dentro divisioni o possibili violenze che non vogliamo, non vogliamo… credo ci sia un tempo per il silenzio e un tempo per manifestare, tutti insieme, a favore della vita, per la nostra costituzione, per i dritti alla legalità, Questo è il tempo della riflessione e dell’impegno a riprendersi e ritrovarsi, tra noi, verso quello che siamo”.

Un appello tardivo, giudicano Anpi, Arci, Cgil, Libera, che avevano indetto la manifestazione, ma accolto “non senza preoccupazione e inquietudine”. Sospendono il corteo ma pretendendo che “siano vietate le iniziative annunciate per i prossimi giorni in città da Forza nuova, da Casapound e da tutti i seminatori di razzismo. Il Sindaco sia protagonista, assieme ai Ministri deputati, di questa operativa assunzione di responsabilità. Resta fermamente inteso che il nostro impegno continua nel solco di una forte azione di contrasto ai fascismi e ai razzismi che dovrà necessariamente condurre il Governo a sciogliere i partiti e le associazioni che si richiamano a quelle aberranti ideologie. Nell’invitare caldamente le cittadine e i cittadini a firmare in modo massiccio l’appello Mai più fascismi, chiamiamo fin d’ora a raccolta tutti i sinceri antifascisti e democratici per una grande manifestazione nazionale unitaria, da realizzare prossimamente”.

La risposta arriva immediatamente. Già ieri Casa Pound aveva organizzato una fiaccolata a Macerata, oggi in piazza c’è una conferenza stampa di Simone Di Stefano, il leader delle tartarughe, che domani sarà a Coffie Break di La7. Domani a Macerata è prevista una manifestazione al grido di “Di immigrazione si muore”: proprio lì dove a rischio di morire sparati sono gli immigrati. E’ evidente che si vuol agitare questa vicenda come fecero le truppe di Alemanno alla vigilia delle elezioni comunali di Roma, che infatti videro la destra arrivare in Campidoglio.

L’allarme non è solo italiano. Oggi il Guardian ha pubblicato un articolo preoccupato, intervistando anche Carla Nespolo, presidente dell’Anpi: “Questi nuovi fascisti attaccano i nostri uffici e sembra che non ci sia alcuna volontà di fermarli. Abbiamo chiesto al governo di impedire la partecipazione di partiti di ispirazione fascista nelle prossime elezioni, perché erano incostituzionali e non abbiamo mai ricevuto una risposta”. Scrive ancora il Guardian: “L’anno scorso l’Anpi ha stilato una lista di 500 siti internet che elogiavano il fascismo in Italia, chiedendo che fossero bloccati. Non è stato fatto nulla. ‘Questi sono luoghi che diffondono odio tra la gente, specialmente contro i migranti – ha detto Nespolo – E lo fanno diffondendo notizie false riguardo ai rifugiati sui social network’. I falsi racconti di stupri commessi da richiedenti asilo sono condivisi da migliaia su Facebook e Twitter”.

Evitare la manifestazione di sabato, comunque, sarà complicato. Era stata convocata dall’Anpi, certo, ma insieme a una miriade di realtà antifasciste territoriali e locali. Sembra difficile che le bandiere dell’antifascismo e dell’antirazzismo verranno ripiegate in buon ordine, mentre i fascisti impazzano in piazza, on line e in tv.  Ed è grave, molto grave, che in Italia oggi ci siano luoghi in cui l’agibilità democratica e la difesa della democrazia non vengano garantite dalle istituzioni.